Udine, nuove accuse sull’ex Cavarzerani: «Condizioni indegne per centinaia di ospiti»
Il consigliere comunale Andrea Di Lenardo segnala problemi igienici, carenze nei servizi e il mancato accesso alla struttura destinata all’accoglienza.
Al centro del dibattito cittadino torna l’ex Cavarzerani di Udine, dove una nuova segnalazione politica riaccende l’attenzione sulle condizioni riservate alle persone accolte nella struttura.
A portare il caso in Consiglio comunale è Andrea Di Lenardo, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra - Possibile, che parla di un quadro molto critico sotto il profilo dell’igiene, della sicurezza e dei servizi disponibili per gli ospiti.
Secondo quanto riferito dal consigliere, all’interno del centro di accoglienza straordinaria sarebbero presenti più di 450 persone. Di Lenardo afferma inoltre di avere materiale fotografico e video che documenterebbe la situazione.
Le criticità segnalate nella struttura
Nella sua denuncia pubblica, il consigliere elenca una serie di problemi che riguarderebbero diversi ambienti dell’ex caserma. Tra questi cita la presenza di topi, bagni in forte sofferenza, sanitari danneggiati o ostruiti e fuoriuscite di liquami con aree allagate.
Tra gli elementi indicati compaiono anche estintori scarichi e materassi descritti come sporchi e in condizioni igieniche non adeguate. Di Lenardo sostiene inoltre che alcuni materassi sarebbero stati murati all’interno degli edifici.
Un altro aspetto sollevato riguarda l’abbigliamento degli ospiti: nonostante il periodo autunnale, secondo la denuncia diverse persone non avrebbero giacche adatte alle temperature della stagione.
Si tratta di rilievi che, allo stato attuale, vengono riportati come oggetto della segnalazione politica e che chiamano in causa le verifiche dei soggetti competenti.
Servizi giudicati insufficienti per il numero di presenze
Nel resoconto di Di Lenardo c’è anche un passaggio dedicato alla gestione della quotidianità nel centro. In particolare viene indicata come insufficiente la dotazione per il lavaggio degli indumenti.
La struttura, secondo quanto denunciato, disporrebbe infatti di quattro lavatrici e due asciugatrici a fronte di oltre 450 ospiti. Un rapporto che, a giudizio del consigliere, non sarebbe compatibile con le necessità ordinarie di chi vive nell’area dell’ex Cavarzerani.
Il nodo dell’accesso e la richiesta di intervento
Di Lenardo aggiunge di aver chiesto più volte di poter entrare nella struttura senza però ottenere l’autorizzazione. Sostiene che negli anni precedenti, nel 2023 e nel 2024, gli accessi erano invece stati consentiti regolarmente.
Da qui la richiesta di chiarimenti sia sulle condizioni effettive del centro sia sulle ragioni del mancato via libera al sopralluogo. Il consigliere conclude sollecitando un intervento immediato da parte della Prefettura e dell’azienda che gestisce il sito.
L’ex Cavarzerani era già comparsa nelle cronache locali per altri episodi recenti, ma in questo caso il tema posto riguarda direttamente gli standard igienico-sanitari e la sicurezza degli spazi destinati all’accoglienza. Saranno eventuali controlli e verifiche a stabilire il quadro reale della situazione segnalata a Udine.