Udine, la maratona AFDS chiude con 154 litri di plasma: un segnale forte per tutto il Friuli

Al Santa Maria della Misericordia la quarta 24 Ore di dono ha rilanciato il valore della partecipazione, intrecciando sanità, memoria e volontariato.

15 giugno 2026 21:19
Notizia verificata · Fonte: portaledeldono.it · Vedi fonti
Udine, la maratona AFDS chiude con 154 litri di plasma: un segnale forte per tutto il Friuli -
Condividi

Centocinquantaquattro litri di plasma in un solo giorno raccontano più di un dato sanitario: raccontano una comunità che continua a rispondere quando viene chiamata a un gesto utile e concreto. È il bilancio della 24 Ore di dono organizzata dall’Associazione friulana donatori sangue a Udine.

L’iniziativa si è svolta al presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia e ha raggiunto, alla sua quarta edizione, un risultato significativo per la raccolta regionale. Un esito che conferma il ruolo centrale del volontariato friulano anche su un fronte essenziale come quello delle scorte di plasma.

Quest’anno la manifestazione ha scelto di legare il proprio messaggio al ricordo del terremoto del Friuli del 1976, richiamando una stagione in cui la capacità di aiutarsi a vicenda diventò parte dell’identità del territorio.

Un risultato che pesa sulla rete sanitaria

La quantità raccolta nell’arco di 24 ore rappresenta un contributo importante non soltanto per i bisogni del Friuli Venezia Giulia, ma anche per il sistema più ampio della donazione. Sangue e plasma restano infatti risorse indispensabili per terapie, trattamenti e assistenza quotidiana negli ospedali.

La risposta arrivata da Udine mostra come il legame tra cittadini, associazionismo e sanità continui a produrre effetti concreti. In questo senso, la maratona AFDS non è stata solo un appuntamento simbolico, ma un passaggio utile per sostenere un servizio pubblico che dipende anche dalla continuità delle donazioni.

Il messaggio del dono senza destinatario conosciuto

Al centro della giornata c’era anche il significato più profondo della donazione volontaria, riassunto nello slogan “Non sai per chi, ma lo sai per certo”. Un’espressione che mette al centro il valore di un aiuto offerto senza conoscere la persona che lo riceverà, ma con la consapevolezza che quel gesto avrà un’utilità reale.

Durante l’evento, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha richiamato proprio questo aspetto, indicando nella donazione anonima e gratuita uno dei patrimoni civili più solidi del Friuli Venezia Giulia. Un patrimonio che continua a reggersi sull’impegno dei volontari, dei giovani dell’AFDS e della rete sanitaria regionale.

Il filo che unisce il 1976 all’impegno di oggi

La scelta di dedicare l’edizione 2025 alla memoria del sisma non è stata soltanto commemorativa. Il riferimento al 1976 ha riportato al centro quella capacità di mobilitazione che il Friuli seppe esprimere nei giorni più difficili, anche attraverso la disponibilità immediata di tanti donatori.

Nel corso della manifestazione sono stati ricordati anche Adelino Carlin e Cristian Todesco, figure legate a quella stagione e richiamate come esempio di una solidarietà che non si esaurisce nel ricordo. Il senso dell’omaggio è tutto qui: esserci quando serve, trasformando la partecipazione in un impegno concreto.

Una risposta che guarda avanti

La 24 Ore di dono conferma così che la tradizione friulana della solidarietà non appartiene soltanto alla memoria collettiva. Continua invece a rinnovarsi attraverso nuove adesioni, nuove energie e una presenza costante accanto ai servizi sanitari.

Per Udine e per il Friuli, il risultato ottenuto al Santa Maria della Misericordia diventa quindi anche un messaggio preciso: la cultura del dono resta viva, sa coinvolgere generazioni diverse e continua a dare un contributo tangibile alla vita della comunità.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 15 giugno 2026

Segui Prima Friuli