Il friulano cerca spazio nell’IA: a Udine il confronto su traduzione, voce e dati digitali

A Udine confronto tra Friuli Venezia Giulia, Alto Adige e Grigioni su traduzione automatica, tecnologie vocali e dati linguistici.

25 settembre 2026 17:31
Il friulano cerca spazio nell’IA: a Udine il confronto su traduzione, voce e dati digitali -
Condividi

UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia sta lavorando per far entrare il friulano nei modelli di intelligenza artificiale, mettendo a disposizione dati linguistici utili a rappresentare il territorio anche negli strumenti digitali di nuova generazione. Il tema è stato al centro dell’incontro “Strumenti digitali per le lingue minoritarie: esperienze, strategie e nuovi scenari”, organizzato oggi, 25 settembre 2026, in occasione della Giornata europea delle lingue.

A spiegare la linea della Regione è stato l’assessore ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, intervenuto a Udine all’iniziativa promossa da Agenzia regionale per la lingua friulana (ARLeF) e Beliven, in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Insiel.

Secondo Callari, la trasformazione digitale non riguarda solo infrastrutture e servizi, ma anche la tutela dell’identità linguistica. Per questo l’amministrazione regionale sostiene un percorso che punta a rendere il friulano presente nei sistemi di IA, oggi alimentati soprattutto da grandi quantità di dati disponibili nelle lingue più diffuse.

Il nodo dei dati linguistici

Nel suo intervento, l’assessore ha ricordato che i grandi modelli linguistici si sviluppano sulla disponibilità di dati e tendono quindi a privilegiare gli idiomi con una presenza più ampia. Da qui la scelta di lavorare perché il patrimonio linguistico friulano possa essere integrato nei sistemi di intelligenza artificiale e non resti ai margini dell’evoluzione tecnologica.

Il tema si inserisce in un percorso più ampio sull’uso delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione e nei territori, già al centro del dibattito sulle regole comuni per l’intelligenza artificiale nella Pa.

Callari ha collegato questo obiettivo anche alla capacità di innovazione sviluppata dal Friuli Venezia Giulia, richiamando il riconoscimento assegnato dalla Commissione europea come Strong Innovator nell’ambito del Regional Innovation Scoreboard.

Traduzione automatica e tecnologie vocali

Durante l’incontro sono stati presentati strumenti e prototipi dedicati al friulano. Tra questi, sistemi di traduzione automatica dall’italiano al friulano e dal friulano all’italiano, tecnologie vocali e una piattaforma per l’analisi dei dati legati all’insegnamento della lingua.

L’appuntamento ha messo a confronto esperienze provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dall’Alto Adige e dal Cantone dei Grigioni, con un focus sul rapporto tra lingue minoritarie e nuove tecnologie. Il tema si collega anche ai più recenti sviluppi regionali sulle applicazioni dell’IA, come il workshop dedicato alla blue economy annunciato a Trieste per i prossimi giorni.

Il ruolo di ARLeF e della Regione

Nel passaggio finale del suo intervento, Callari ha ribadito che l’autonomia regionale passa anche dalla capacità di conservare e trasmettere la propria identità. In quest’ottica, la Regione conferma il sostegno alle tecnologie linguistiche e al lavoro di ARLeF, con l’obiettivo di garantire al friulano uno spazio pieno anche nell’era dell’intelligenza artificiale.

Nel corso dell’iniziativa sono stati quindi illustrati non solo indirizzi politici, ma anche applicazioni concrete già orientate all’uso del friulano nei servizi digitali, nella traduzione e negli strumenti per l’insegnamento della lingua.

Segui Prima Friuli