Udine, in via Eritrea entrano 39 alloggi Ater: nuovo tassello per il quartiere San Domenico

Nel complesso residenziale consegnato a Udine canoni accessibili, riqualificazione urbana ed edifici più efficienti sul piano energetico.

28 ottobre 2026 17:23
Udine, in via Eritrea entrano 39 alloggi Ater: nuovo tassello per il quartiere San Domenico -
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Nel quartiere San Domenico prende forma un intervento che incide su due piani insieme: da una parte aumenta l'offerta di case a costi sostenibili, dall'altra ridisegna un'area urbana di Udine con un nuovo complesso residenziale in via Eritrea. La consegna riguarda 39 alloggi Ater destinati a rispondere a una domanda abitativa che, anche in città, resta forte.

Il tema della casa accessibile torna così al centro del dibattito locale, in una fase in cui trovare un'abitazione a prezzi compatibili con i redditi di molte famiglie è sempre più complicato. L'operazione, nelle valutazioni politiche emerse a margine dell'inaugurazione, viene letta come una risposta concreta a una necessità molto sentita nel territorio udinese.

Un intervento che unisce abitazioni e riqualificazione

A sottolinearne il valore è stata la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, intervenuta dopo il taglio del nastro del complesso. Capozzi ha evidenziato come l'apertura dei nuovi alloggi non rappresenti solo una consegna edilizia, ma anche un passaggio significativo per la valorizzazione dell'intero contesto urbano in cui l'opera si inserisce.

Secondo la consigliera, la realizzazione di appartamenti a canone calmierato offre una possibilità reale a cittadini e nuclei familiari che faticano ad accedere al mercato immobiliare tradizionale. Il punto, nel ragionamento politico espresso, è tenere insieme sostenibilità economica e qualità dell'abitare.

Il nodo dei costi e il sostegno delle risorse europee

Nel richiamare il significato dell'intervento, Capozzi ha ricordato anche il contributo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, inserite nel programma europeo NextGenerationEu. Un elemento che, nelle intenzioni, lega l'investimento locale a una strategia più ampia di rigenerazione urbana e miglioramento della qualità della vita.

La stessa esponente pentastellata ha richiamato inoltre il percorso che portò all'assegnazione all'Italia di una dotazione iniziale complessiva di circa 209 miliardi di euro, negoziata a livello europeo dal Governo guidato da Giuseppe Conte. Fondi che, ha osservato, hanno aperto spazi di investimento anche sul fronte dell'edilizia residenziale e del recupero dei quartieri.

Efficienza energetica e impatto sociale

Tra gli aspetti messi in evidenza c'è anche quello energetico. I nuovi alloggi di via Eritrea sono infatti indicati come edifici con standard più avanzati, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni complessive, contenere i consumi e alleggerire i costi di gestione per chi vi abiterà.

Accanto al dato tecnico resta però centrale quello sociale. Per Capozzi, il progetto udinese richiama il diritto alla casa e l'attenzione verso le persone che incontrano maggiori ostacoli nel trovare una sistemazione adeguata. In questo senso, l'intervento viene presentato come un'azione che va oltre la semplice costruzione di abitazioni.

Il valore per Udine e per la vita del quartiere

Nel commento diffuso dopo l'inaugurazione, la consigliera ha parlato anche di un percorso condiviso, nel quale la comunità locale avrebbe avuto un ruolo attraverso osservazioni e proposte. Un passaggio che lega la nuova struttura non solo alla funzione abitativa, ma anche alla relazione con il quartiere e con i residenti.

Il risultato finale, nella lettura politica dell'iniziativa, è un intervento che prova a mettere insieme stabilità abitativa, autonomia delle persone e prospettiva futura. Per Udine, l'apertura dei 39 alloggi Ater in via Eritrea segna quindi un passaggio concreto sul fronte dell'edilizia sociale e della riqualificazione urbana.

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