Udine, imprese troppo piccole per reggere la sfida globale: al tavolo Regione, Confindustria e cluster
Nel confronto in città con Bini e i rappresentanti di Legno Arredo, Metalmeccanica e Ditedi il tema centrale è stato il rafforzamento dimensionale delle aziende friulane.
La tenuta del sistema produttivo friulano passa sempre più dalla capacità delle aziende di crescere, collaborare e presentarsi sui mercati con una struttura più solida. È questo il nodo emerso a Udine nel confronto tra l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, Confindustria Udine e i principali cluster del territorio.
Al tavolo hanno partecipato il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, il presidente del cluster Legno Arredo Edi Snaidero, il presidente del Cluster Metalmeccanica Sergio Barel e l’amministratore unico di Ditedi Nicola Bosello. L’incontro ha messo a fuoco un tema molto concreto per il Friuli: dare più forza alle imprese in una fase in cui la concorrenza internazionale è sempre più pressante.
Il peso delle Pmi nell’economia regionale
Nel corso del confronto è stato ricordato come la struttura economica del Friuli Venezia Giulia sia composta in larga parte da piccole e medie imprese. Una caratteristica che ha sostenuto nel tempo qualità produttiva e specializzazione, ma che oggi, davanti a mercati globali e a competitor con costi e regole più favorevoli, mostra anche alcuni limiti sul fronte degli investimenti e dell’innovazione.
Bini ha richiamato in particolare due dati che descrivono bene il quadro: il 95% del tessuto produttivo regionale è formato da Pmi e l’export incide per il 47,5% sul Pil del Friuli Venezia Giulia. Numeri che spiegano perché il tema della dimensione aziendale sia considerato strategico per mantenere competitività.
Il confronto di Udine e la spinta a fare sistema
Secondo quanto emerso nell’incontro, le imprese più piccole rischiano maggiormente di subire la pressione dei mercati esteri se non riescono ad aumentare capacità finanziaria, innovazione e presenza commerciale. Da qui l’idea, rilanciata durante il confronto, di puntare su percorsi di aggregazione e su una maggiore condivisione di competenze e risorse.
Il passaggio indicato dall’assessore è anche culturale: crescere insieme, in questa lettura, non significa perdere identità ma rafforzare la posizione dell’intero sistema produttivo regionale. In quest’ottica, il dialogo tra istituzioni, associazioni e cluster viene considerato uno strumento utile per accompagnare le aziende che vogliono affrontare salti dimensionali.
Il ruolo affidato a Lavoro e Sviluppoimpresa
Nel corso della riunione è stato inoltre richiamato il compito dell’Agenzia Lavoro e Sviluppoimpresa, indicata come possibile punto di raccordo tra amministrazione pubblica e mondo delle imprese. L’obiettivo è offrire un riferimento capace di raccogliere i bisogni delle aziende e trasformarli in un supporto operativo più ordinato.
La funzione dell’Agenzia, nelle intenzioni illustrate durante l’incontro di Udine, sarebbe quella di coordinare esigenze diverse e aiutare le realtà produttive sia nei percorsi di crescita dimensionale sia nell’apertura verso nuovi mercati. Per un territorio come quello friulano, dove manifattura, filiere e vocazione all’export restano centrali, il tema resta destinato a pesare anche nelle prossime scelte di politica industriale.