Udine, il patrocinio al Fvg Pride divide la politica: la Lega chiede al Comune di fare un passo indietro

A pochi giorni dall’appuntamento del 3 ottobre, i consiglieri regionali leghisti contestano il sostegno istituzionale del Comune alla manifestazione.

01 ottobre 2026 19:14
Udine, il patrocinio al Fvg Pride divide la politica: la Lega chiede al Comune di fare un passo indietro -
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Il confronto politico sul Fvg Pride entra nel vivo anche a Udine, dove la concessione del patrocinio comunale alla manifestazione del 3 ottobre ha aperto un nuovo fronte di discussione. A sollevare la contestazione è il gruppo della Lega in Consiglio regionale, che giudica inappropriata la scelta dell’amministrazione cittadina.

La presa di posizione porta la firma del capogruppo Antonio Calligaris, intervenuto a nome dei consiglieri leghisti. Nel mirino c’è il significato stesso del patrocinio pubblico, considerato dal partito non come un atto formale, ma come una decisione dal peso politico preciso.

Secondo la Lega, un ente locale dovrebbe mantenere un profilo di rappresentanza generale della comunità e non esprimere, attraverso il patrocinio, una condivisione di contenuti legati a una singola manifestazione. Da qui la critica a quella che viene definita una scelta di carattere ideologico.

Il nodo politico attorno al sostegno del Comune

Nel ragionamento esposto da Calligaris, il punto centrale è che la tutela dei diritti non si misurerebbe con l’adesione simbolica a un evento, ma con provvedimenti concreti. È su questa distinzione che il gruppo consiliare fonda la propria opposizione alla decisione assunta dal Comune di Udine.

La questione, quindi, non riguarda lo svolgimento dell’iniziativa in sé, quanto il coinvolgimento istituzionale dell’amministrazione. Per gli esponenti leghisti, contestare il patrocinio non equivale a negare libertà, dignità o uguaglianza delle persone.

Le critiche al manifesto della manifestazione

Un altro passaggio della polemica riguarda i contenuti del manifesto collegato al Pride. Calligaris richiama in particolare l’espressione «Corpi mestruanti», ritenuta offensiva nei confronti delle donne e incompatibile, secondo la Lega, con il decoro che dovrebbe accompagnare una scelta pubblica di patrocinio.

Da questa valutazione discende la domanda politica rivolta al Comune: se vi siano davvero le condizioni per mantenere il proprio sostegno ufficiale a un evento che, a giudizio del gruppo regionale, presenta messaggi discutibili sotto il profilo istituzionale.

Il botta e risposta con la maggioranza

Nella nota non manca il riferimento alle posizioni espresse nei giorni scorsi da esponenti della maggioranza cittadina. Calligaris replica in particolare alle dichiarazioni della consigliera Capozzi, che aveva letto il patrocinio come un segnale di uguaglianza, e a quelle della consigliera Pellegrino, critica verso chi si oppone alla concessione.

Per la Lega, il patrocinio non può essere descritto come un gesto neutrale. Proprio per questo il partito respinge l’idea che chi ne contesta l’assegnazione debba essere collocato automaticamente fuori da un percorso di avanzamento civile o sociale.

La discussione arriva quando all’appuntamento di sabato 3 ottobre mancano ormai pochi giorni. In città, oltre all’organizzazione del Fvg Pride, resta dunque aperto anche il confronto sul ruolo che il Comune debba avere rispetto a eventi che, oltre alla dimensione pubblica, portano con sé un chiaro significato politico e culturale.

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