Udine, Friuli Doc allarga i confini della festa: centro pieno, parchi e piazze protagonisti
Si chiude la 32ª edizione: pubblico distribuito in più zone della città, buona risposta per eventi collaterali e nessuna criticità nei soccorsi.
Non soltanto stand e degustazioni nel cuore di Udine. La chiusura di Friuli Doc 2026 consegna l’immagine di una manifestazione capace di occupare in modo più ampio la città, coinvolgendo piazze, aree verdi e spazi dedicati ad attività molto diverse tra loro.
Domenica 13 settembre è calato il sipario sulla 32ª edizione, arrivata al termine di quattro giornate segnate da una partecipazione sostenuta, favorita anche dal miglioramento delle condizioni meteo dopo la fase di maltempo tra giovedì sera e venerdì.
Il colpo d’occhio finale è stato quello delle aree ancora frequentate fino alle ultime ore, con il concerto di Dargen D’Amico in piazza Libertà a fare da appuntamento conclusivo di maggiore richiamo.
Accanto alla musica, l’ultima giornata ha confermato l’interesse per gli appuntamenti legati alle produzioni del territorio. Sotto la Loggia del Lionello, la seconda asta dei formaggi promossa dalla Cooperativa Malghesi ha raccolto circa 300 persone e ha portato alla vendita di 17 forme di malga, per un incasso complessivo vicino ai 2 mila euro.
Una manifestazione che si distribuisce in più quartieri
Il dato che emerge con più chiarezza da questa edizione riguarda la diffusione del pubblico oltre le zone tradizionalmente associate alla rassegna. Friuli Doc ha confermato la sua base nel centro storico, ma ha rafforzato la presenza anche in altri punti di Udine, proponendo iniziative per famiglie, sportivi, appassionati di animali e visitatori arrivati per concerti, mostre e appuntamenti tematici.
Tra i segnali più evidenti ci sono il Villaggio dello Sport in piazza Primo Maggio e Friuli Dog al parco Moretti. Nel parco cittadino, l’esordio dell’iniziativa dedicata ai cani ha coinvolto circa 200 partecipanti insieme ai loro animali, mentre in piazza Primo Maggio si è registrata ancora una volta una presenza ampia e continua.
Buon riscontro anche per la prima Fiera degli Amari ospitata in piazza Matteotti, inserita in un programma pensato per intercettare pubblici diversi e rendere più distribuita la fruizione degli spazi urbani durante i giorni della festa.
Operatori soddisfatti e prodotti esauriti
Nel bilancio tracciato a fine manifestazione, tra gli elementi positivi rientra anche la risposta raccolta dagli espositori e dalle Pro Loco. Dal Comune viene indicata un’affluenza in linea con quella dello scorso anno, con alcuni casi persino superiori al 2025.
Per diverse realtà presenti agli stand, il passaggio di visitatori si è tradotto anche in un risultato concreto sulle vendite: alcune proposte gastronomiche sono andate esaurite prima della conclusione della rassegna, segnale di un interesse rimasto alto per tutta la durata dell’evento.
L’asta dei formaggi, in questo quadro, ha rappresentato uno dei momenti simbolici della domenica. Oltre alla raccolta economica, l’iniziativa ha riportato l’attenzione sul lavoro delle malghe e su una tradizione produttiva che resta parte riconoscibile dell’identità friulana.
Il bilancio del Comune e il modello di festival urbano
Nel commento conclusivo, il vicesindaco Alessandro Venanzi ha rimarcato la trasformazione di Friuli Doc in un appuntamento sempre meno limitato alla sola dimensione enogastronomica. L’obiettivo indicato è quello di un festival urbano diffuso, con proposte differenti da piazza a piazza e con Udine come luogo d’incontro per produttori, associazioni, cooperative, imprese e realtà culturali e sportive del Friuli Venezia Giulia.
In questa lettura rientra anche il successo delle aree meno centrali rispetto al tracciato storico della manifestazione. Proprio la partecipazione registrata al parco Moretti viene indicata come uno dei segnali più concreti dell’ampliamento del format.
Servizi sanitari e viabilità sotto controllo
Sul versante dell’assistenza, la macchina dell’emergenza sanitaria ha operato con il coordinamento di Sores Fvg e con il supporto della Croce Rossa Italiana - Comitato di Udine. Il dispositivo prevedeva 12 infermieri, 4 medici e 150 volontari, oltre a quattro ambulanze complete di equipaggio, un’automedica e un punto di primo soccorso con personale sanitario.
Fino alle 17 di domenica erano stati registrati circa 40 interventi nell’arco dei quattro giorni, tutti riferiti a malori di lieve entità e affrontati senza situazioni rilevanti. Anche sul fronte della circolazione il bilancio resta contenuto: la Polizia Locale di Udine ha effettuato una quindicina di interventi.
Per Udine e per l’intero Friuli resta così un’edizione che conferma la capacità di Friuli Doc di richiamare pubblico e, insieme, di sperimentare una formula più ampia, capace di mettere in relazione centro storico, quartieri e nuove aree della città.