Udine, al festival vicino/lontano debutta uno spazio pensato per chi ha bisogno di ridurre gli stimoli

Alla Galleria Tina Modotti è stato aperto il Sensory Shelter, ambiente progettato con il contributo diretto di persone neurodivergenti.

09 maggio 2026 21:20
Udine, al festival vicino/lontano debutta uno spazio pensato per chi ha bisogno di ridurre gli stimoli -
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Nel cuore di vicino/lontano trova posto anche un intervento concreto sull’accessibilità. A Udine, negli spazi della Galleria Tina Modotti in Pescheria Vecchia, è stato presentato il Sensory Shelter, un ambiente ideato per offrire una pausa a chi, durante eventi molto frequentati, può avvertire come eccessivi suoni, luci e sollecitazioni ambientali.

L’iniziativa si inserisce nel programma della XXII edizione del festival, in calendario in città fino a domenica 10 maggio insieme al Premio Terzani, e porta dentro la manifestazione un tema che riguarda da vicino la fruizione culturale: rendere più accoglienti gli spazi anche per le persone neurodivergenti.

Un luogo raccolto dentro il festival

Il rifugio sensoriale è stato pensato per i contesti in cui l’affollamento o la quantità di stimoli possono risultare difficili da sostenere. L’allestimento propone una dimensione più protetta, con una seduta avvolgente e fonoassorbente, illuminazione modulabile e immagini ispirate alla natura, così da favorire una condizione di maggiore equilibrio percettivo.

La definizione di neurodivergenza comprende modalità di funzionamento neurologico non standard, tra cui autismo, ADHD e altre condizioni che incidono sul modo di percepire l’ambiente circostante. I dati richiamati dai promotori indicano che oltre un decimo della popolazione mondiale presenta forme di neurodivergenza; in Italia, le persone nello spettro autistico superano le 500mila.

Un progetto sviluppato con le persone neurodivergenti

Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa è il metodo con cui è stata costruita. Il Sensory Shelter nasce infatti da un percorso di ricerca sull’abitare neurodivergente e da attività di co-design che hanno coinvolto direttamente persone neurodivergenti, chiamate a contribuire alla definizione dello spazio.

Il lavoro è stato portato avanti in collaborazione con la Fondazione Progettoautismo FVG Onlus, mentre i laboratori promossi dall’Università di Trieste hanno dato forma a un processo partecipato, nel quale i destinatari del progetto non sono rimasti osservatori ma sono diventati parte attiva della progettazione.

Università, associazioni e imprese coinvolte

La curatela dell’installazione è affidata ad Alberto Cervesato dell’Università degli Studi di Udine, insieme a Giuseppina Scavuzzo, Federica Bettarello e Martina Di Prisco, nell’ambito del progetto europeo BeSensHome dell’Università degli Studi di Trieste. La realizzazione è stata curata da EPS Italia srl.

Alla presentazione erano presenti anche Cristiano Crescentini, delegato del rettore dell’Università di Udine ai Servizi di supporto psicologico, la presidente di vicino/lontano Paola Colombo, la presidente della Fondazione Progettoautismo FVG Onlus Elena Bulfone, alcune delle persone coinvolte nel percorso e Luca Tosolini, managing director di EPS Italia srl.

Per Udine, il valore dell’iniziativa sta anche nel segnale che accompagna il festival: l’accessibilità non viene trattata come elemento secondario, ma come parte del modo in cui un evento culturale può aprirsi a pubblici diversi, riconoscendo che non tutti vivono gli stessi spazi e gli stessi stimoli allo stesso modo.

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