Udine, alla Torre di Santa Maria una mostra racconta il Friuli che ripartì dal lavoro

Ingresso libero fino a settembre 2027 per l’esposizione dedicata alla ricostruzione industriale dopo il terremoto del 1976.

13 ottobre 2026 18:48
Udine, alla Torre di Santa Maria una mostra racconta il Friuli che ripartì dal lavoro -
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Non si ferma al ricordo del sisma del 1976, ma prova a spiegare come il Friuli riuscì a rimettersi in piedi attraverso il lavoro, l’impresa e la tenuta del suo tessuto produttivo. È questo il filo della mostra allestita a Udine nella Torre di Santa Maria, pensata come una tappa del percorso verso il cinquantennale del terremoto.

L’esposizione, dal titolo “Oltre la dimensione dell'esistente. Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche”, è stata inaugurata nei giorni scorsi e resterà visitabile gratuitamente fino a settembre 2027. Il progetto porta l’attenzione su un aspetto preciso della ripresa: la capacità delle aziende friulane di riavviare l’attività in tempi rapidi dopo la devastazione.

A promuovere l’iniziativa sono Confindustria Udine, l’Associazione Archimede e Domenico Taverna e la Vetrina dell’Ingegno. Il percorso è costruito con testimonianze e interviste e punta a restituire ai visitatori un’esperienza immersiva, legata non solo ai danni del terremoto ma soprattutto alla reazione del territorio.

Udine, una mostra sul sisma del 1976 racconta la ripartenza dalle fabbriche

Il cuore del racconto è la rinascita delle imprese

Il messaggio centrale della mostra ruota attorno a un principio che ha segnato quella stagione: rimettere in funzione prima di tutto i luoghi del lavoro. Secondo quanto ricordato dal presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo e dal presidente della Commissione cultura Piero Petrucco, oltre il 90 per cento delle 280 attività produttive colpite tornò operativo già entro il primo anno successivo al terremoto.

Da qui prende forma un racconto che va oltre la cronaca dell’emergenza. L’accento viene posto sulla forza organizzativa del Friuli e sulla scelta di puntare subito sulla ripresa economica, trasformando la ricostruzione industriale in uno degli elementi più riconoscibili di quella esperienza.

Le parole della Regione e il valore della memoria

All’inaugurazione era presente anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha letto l’esposizione come una testimonianza della capacità friulana di ricominciare dalle fabbriche e dal lavoro. Nel suo intervento ha richiamato il legame tra identità del territorio, spirito d’impresa e rete di solidarietà sviluppata in quegli anni anche oltre i confini regionali.

Zilli ha inoltre insistito sul coinvolgimento degli studenti nelle iniziative dedicate alla memoria del terremoto, indicando come decisivo il passaggio di testimone verso le nuove generazioni. Il riferimento è ai valori della formazione, della ricerca e della cultura del lavoro, considerati parte della storia recente del Friuli.

Nelle sue parole c’è anche un richiamo al ruolo degli imprenditori che contribuirono alla ripartenza, figure indicate come esempio di visione e competenza. La ricostruzione, in questa chiave, non viene letta solo come una pagina del passato, ma come un punto di riferimento ancora attuale per comprendere l’evoluzione del territorio in questi decenni.

Chi ha partecipato all’apertura

Al momento inaugurale hanno preso parte anche il vicepresidente di Ance Udine Marco Cicuttin, il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e la curatrice della mostra Sabrina Tonutti.

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Per Udine e per il Friuli l’esposizione rappresenta così un’occasione per tornare su una delle pagine più significative della ricostruzione post terremoto, osservandola dal punto di vista delle fabbriche, del lavoro e della capacità del territorio di riorganizzarsi. La sede della Torre di Santa Maria ospiterà il percorso a ingresso libero fino a settembre 2027.

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