Turismo senza auto, il Friuli punta su aeroporto, treni e bici

Dalla ciclovia Alpe Adria a Villa Manin, la Regione rilancia l’integrazione tra trasporti e mete turistiche al confronto nazionale di Roma.

15 settembre 2026 20:26
Turismo senza auto, il Friuli punta su aeroporto, treni e bici -
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Per chi visita il Friuli Venezia Giulia senza macchina, la partita si gioca tutta sulla qualità dei collegamenti. La Regione ha ribadito a Roma una linea precisa: rendere più semplice il passaggio tra ferrovia, autobus, bicicletta e aeroporto, così da facilitare gli arrivi e distribuire meglio i flussi verso eventi, città d’arte e itinerari naturalistici.

Il tema è stato affrontato durante un incontro nazionale dedicato a mobilità e turismo nell’ambito dell’Eco Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti. A rappresentare il Friuli Venezia Giulia è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, che ha messo sul tavolo alcune esperienze già avviate e le priorità su cui la Regione intende insistere.

Tra i punti evidenziati c’è soprattutto la necessità di costruire servizi che dialoghino davvero tra loro, evitando che stazioni, bus, poli culturali e destinazioni turistiche restino scollegati nella programmazione. In quest’ottica diventano importanti anche il coordinamento dei calendari e la condivisione dei dati legati agli eventi.

Più posti bici sui treni e aeroporto intermodale: la linea del Fvg sul turismo

Il nodo strategico dell’aeroporto regionale

Uno degli assi più forti indicati dalla Regione riguarda l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia, visto come uno snodo da rafforzare per la mobilità dei visitatori. Nello stesso punto si incontrano infatti traffico aereo, treni, trasporto pubblico su gomma e anche la rete ciclabile.

L’idea è farne un hub ancora più funzionale per chi arriva in regione e vuole proseguire il viaggio senza auto privata. In questo quadro rientra anche l’ipotesi di concentrare nello scalo un servizio ampio di noleggio biciclette, soluzione che potrebbe risultare particolarmente utile per chi sceglie il Friuli per vacanze attive o itineranti.

Più spazio alle bici sui convogli

Nel confronto romano è emersa con forza anche la questione del cicloturismo, settore in crescita e particolarmente rilevante per il territorio friulano. Il riferimento richiamato dalla Regione è quello della ciclovia Alpe Adria, dove il collegamento con il treno viene considerato decisivo soprattutto nei weekend e nei periodi di maggiore afflusso.

Per questo il Friuli Venezia Giulia ha posto l’accento sulla necessità di avere convogli più adatti al trasporto delle biciclette e una disponibilità maggiore di posti dedicati a bordo. Per la Regione si tratta di una condizione concreta, non marginale, per allargare l’uso del trasporto pubblico tra i cicloturisti.

Villa Manin come esempio di integrazione

Tra le esperienze richiamate da Amirante c’è quella costruita attorno a Villa Manin. Il modello passa dall’arrivo in treno fino a Codroipo e dal successivo collegamento su gomma verso il complesso espositivo, con un’attenzione specifica alla corrispondenza degli orari.

La Regione ha presentato questo schema non come una soluzione legata a un singolo appuntamento, ma come un’impostazione replicabile quando si vogliono mettere in relazione una grande destinazione culturale e il trasporto pubblico locale. Il punto, nella visione illustrata a Roma, è risolvere bene l’ultimo tratto del viaggio, quello spesso più complicato per residenti e turisti.

Accessibilità, mete meno battute e flussi distribuiti meglio

Il confronto tra amministrazioni regionali, Trenitalia e dirigenti del Ministero dell’ambiente si è concentrato su alcuni obiettivi comuni: migliorare l’accessibilità dei territori, alleggerire la dipendenza dall’auto privata e favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze durante l’anno.

In questo disegno rientrano anche la valorizzazione delle località meno frequentate e il tema della destagionalizzazione. Per il Friuli Venezia Giulia l’intermodalità viene letta quindi non solo come risposta ai problemi di traffico, ma come leva per rendere più raggiungibili poli culturali, manifestazioni e percorsi all’aria aperta in diverse aree del territorio.

Al tavolo romano erano presenti anche rappresentanti di altre Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Campania e Molise, insieme ai dirigenti di Trenitalia e del Ministero dell’ambiente. Per il Friuli Venezia Giulia l’appuntamento è servito a ribadire una direzione già tracciata: un turismo più accessibile passa da collegamenti pensati meglio, soprattutto nei punti in cui il viaggio cambia mezzo.

Più posti bici sui treni e aeroporto intermodale: la linea del Fvg sul turismo

Per una regione che punta su cultura, cicloturismo e grandi eventi, la sfida ora è trasformare questa impostazione in servizi stabili e facilmente utilizzabili, così che muoversi tra aeroporto, stazioni e destinazioni diventi parte dell’esperienza di viaggio e non un ostacolo da superare.

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