Trieste testa steward notturni nelle piazze più frequentate: via ai weekend di giugno
Presenza tra centro e rione della movida dalle 22 alle 4. Il servizio parte come prova e potrà essere esteso nei mesi estivi e nei grandi eventi.
La gestione delle serate estive a Trieste passa da una nuova formula di presidio nelle zone più frequentate della città. Nei fine settimana di giugno entrerà infatti in funzione un servizio sperimentale con 10-12 steward incaricati di osservare, monitorare e segnalare eventuali criticità nelle aree della movida.
La fascia oraria individuata è quella compresa tra le 22 e le 4, quando il centro registra la maggiore concentrazione di persone tra locali, spazi pubblici e vie di passaggio. L’obiettivo dichiarato è ridurre le tensioni nelle serate più affollate e offrire un supporto organizzato al sistema dei controlli già presente sul territorio.
Le zone coinvolte nel primo mese di prova
Il servizio sarà distribuito in cinque punti considerati particolarmente sensibili durante la stagione estiva: il Canale di Ponterosso, Piazza Barbacan, Cavana, l’area tra Piazza Hortis e Piazza Venezia e via Lazzaretto Vecchio.
Si tratta di luoghi centrali per la vita notturna triestina, dove convivono flussi turistici, attività economiche e residenti. Proprio su questo equilibrio si concentra la sperimentazione, pensata per limitare i problemi legati alla microcriminalità e ai disagi che si presentano nelle ore più avanzate della notte.
Che cosa potranno fare gli steward
Gli operatori non avranno compiti di intervento diretto. Il loro ruolo sarà quello di presidiare le aree assegnate, rilevare situazioni problematiche e attivare rapidamente il contatto con le forze dell’ordine attraverso un canale dedicato.
La misura viene presentata come un affiancamento al controllo tradizionale, non come una sostituzione. In sostanza, gli steward dovranno funzionare da presenza visibile e da supporto nella segnalazione tempestiva di eventuali episodi critici.
Accordo istituzionale e possibili sviluppi
Il progetto nasce da un’intesa che coinvolge Regione, Prefettura, Questura e Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi. La presentazione a Trieste è avvenuta con la partecipazione dell’assessore regionale alla Sicurezza, del sindaco Roberto Dipiazza, del viceprefetto vicario Emanuela Milan, del questore Lilia Fredella e del presidente di Fipe Trieste Stefano Lonza.
Per ora il piano riguarda soltanto i weekend di giugno 2026, con valore di test. Se il riscontro sarà ritenuto positivo e arriveranno le necessarie autorizzazioni, il modello potrà essere replicato anche nei mesi di luglio, agosto e settembre, oltre che in appuntamenti ad alta affluenza come la Barcolana e il periodo di Capodanno.
Le risorse messe a disposizione dalla Regione
L’iniziativa triestina rientra nella misura regionale prevista dall’ultima legge di Stabilità per i servizi di vigilanza. Il quadro economico complessivo vale 6 milioni di euro sul biennio 2026-2027.
Per il 2026 la ripartizione indicata assegna 1,5 milioni al Comune di Udine, 1 milione a Trieste e 500mila euro a Pordenone. I contributi sono destinati alle articolazioni di Confcommercio e alle associazioni di categoria dei territori interessati, chiamate a presentare domanda e progetti entro il 31 ottobre 2026.
La verifica sull’efficacia del presidio triestino arriverà quindi già dopo le prime settimane di attività. Da quell’esito dipenderà la possibilità di trasformare questa prova di giugno in uno strumento più stabile per la gestione della movida cittadina.