Trieste, Stella Polare rilancia l’impegno contro la tratta con eventi e nuova sede

Nel fine settimana tra San Dorligo della Valle e Trieste due iniziative pubbliche e il trasferimento operativo del progetto regionale attivo sul territorio.

16 ottobre 2026 10:03
Trieste, Stella Polare rilancia l’impegno contro la tratta con eventi e nuova sede -
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A Trieste il contrasto alla tratta di esseri umani torna al centro di tre giornate pubbliche che uniscono sensibilizzazione, sport e presenza concreta sul territorio. Il progetto Stella Polare, attivo nel capoluogo giuliano dentro la rete regionale dedicata al tema, ha scelto di segnare la ricorrenza europea con un programma distribuito tra San Dorligo della Valle e la città.

Il quadro locale aiuta a capire perché il tema resti particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia. In un’area attraversata da arrivi e passaggi lungo la rotta balcanica, il lavoro di emersione delle situazioni di sfruttamento richiede presidi stabili, contatti costanti e personale formato. Da gennaio 2026 a oggi, sul territorio triestino, Stella Polare ha individuato 126 vittime o potenziali vittime.

Tra gli aspetti più delicati seguiti dal progetto c’è anche l’emersione di donne sole provenienti dal Nepal, arrivate dopo percorsi segnati da violenze e forti condizioni di vulnerabilità. In diversi casi, dopo aver sostenuto costi elevati per il viaggio, queste persone finiscono in circuiti di sfruttamento lavorativo, soprattutto fuori dall’Italia, tra Est Europa e Medio Oriente.

La ricorrenza europea contro la tratta, giunta alla ventesima edizione, richiama l’attenzione su un fenomeno che cambia forma nel tempo e si intreccia con crisi sociali, disuguaglianze e migrazioni. Oggi, accanto allo sfruttamento sessuale, cresce con forza anche quello legato al lavoro, presente in settori molto diversi, dall’agricoltura all’edilizia fino ai servizi di cura.

Trieste, Stella Polare dedica tre giorni alla Giornata europea contro la tratta

Il weekend tra sport e sostegno concreto

Il primo appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre alle 14, con la partenza della prima Everesting Women’s Challenge. Sei donne affronteranno in bicicletta un dislivello complessivo di 8.848 metri nell’arco di 24 ore, richiamando simbolicamente l’altezza dell’Everest. L’iniziativa, ideata da Francesca Settimo, punta a tenere insieme prova sportiva, partecipazione femminile e messaggio sociale.

Per tutta la durata dell’evento sarà attivo un Base Camp nel Piazzale del Teatro a San Dorligo della Valle, aperto dal pomeriggio di sabato fino alle 18 di domenica 18. Lo spazio ospiterà interventi e testimonianze al femminile, con l’obiettivo di trasformare la sfida sportiva in un momento di confronto pubblico su libertà, autodeterminazione e diritti.

La raccolta solidale collegata all’iniziativa è dedicata a Zahra, giovane atleta afghana della nazionale di ciclismo accolta da Stella Polare dopo la fuga dal regime talebano. Durante il fine settimana sarà possibile contribuire direttamente sul posto attraverso i materiali dell’evento e le t-shirt realizzate per l’occasione, oppure con la campagna di crowdfunding “Una STELLA POLARE per la libertà”, attiva sulla piattaforma Eppela nelle giornate del 17 e 18 ottobre.

Trieste, Stella Polare dedica tre giorni alla Giornata europea contro la tratta

Locandina: Trieste, Stella Polare dedica tre giorni alla Giornata europea contro la tratta

Il trasferimento in Piazzetta di Tor Cucherna

Accanto agli appuntamenti pubblici, per Stella Polare questo sarà anche il momento del cambio di sede. Dopo oltre vent’anni il progetto lascia gli spazi storici di via Androna degli Orti 4 e si sposta in Piazzetta di Tor Cucherna 15, mantenendo la collaborazione con ASUGI, con il Comune di Trieste e con il DISU dell’Università di Trieste.

L’inaugurazione dei nuovi locali è prevista per lunedì 19 ottobre alle 10. Sono annunciati i saluti istituzionali e gli interventi di Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute APS, della professoressa Roberta Altin dell’Università di Trieste e di Hermine Gbedo, coordinatrice di Stella Polare.

Per il territorio triestino il passaggio assume un valore che va oltre l’aspetto logistico: conferma la continuità di un presidio che opera a contatto con le fragilità più esposte e che, in un’area di confine come questa, continua a rappresentare un punto di riferimento nel lavoro contro tratta e grave sfruttamento.

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