Trieste scelta per la School 2026 di Esn Italia: al centro la rete friulana dell’accoglienza universitaria

L’appuntamento nazionale dei volontari Erasmus Student Network arriverà nel capoluogo giuliano nel 2026, con il coordinamento della sezione locale.

23 ottobre 2026 16:41
Trieste scelta per la School 2026 di Esn Italia: al centro la rete friulana dell’accoglienza universitaria -
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Sarà Trieste a ospitare nel 2026 la School nazionale di Erasmus Student Network, uno degli appuntamenti più rilevanti per la formazione dei volontari dell’associazione attiva nel supporto agli studenti in mobilità internazionale. Per il Friuli Venezia Giulia è un riconoscimento che rafforza il peso del sistema universitario regionale nel panorama europeo.

L’edizione assegnata al capoluogo giuliano sarà organizzata dalla sezione locale di Esn Italia, guidata da Maddalena Del Frari. L’evento si tiene ogni anno in una città diversa del Paese e rappresenta il principale momento di incontro e crescita per la rete nazionale dell’associazione.

L’annuncio è stato richiamato all’Università di Trieste durante la conferenza di apertura, dove l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Università e Ricerca Alessia Rosolen ha insistito sul valore strategico dell’internazionalizzazione, letta non solo come esperienza di scambio ma come leva stabile per la formazione dei giovani e per l’attrattività del territorio.

Una città che cresce con gli studenti dall’estero

Nel suo intervento, Rosolen ha collegato la scelta di Trieste a una fase di forte espansione del profilo internazionale della città. L’aumento delle iscrizioni dall’estero, ha osservato, sta incidendo anche sul tessuto sociale urbano, rendendo sempre più centrale il tema dell’accoglienza e della costruzione di opportunità attorno alla vita universitaria.

Secondo l’assessore, il compito della Regione è quello di consolidare una rete capace di accompagnare i percorsi degli studenti e di valorizzarne le competenze, senza sovrapporsi all’attività degli atenei. Un passaggio che interessa da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, dove università, ricerca e mobilità internazionale vengono sempre più considerate parti dello stesso sviluppo territoriale.

Il ruolo di Trieste nella ricerca internazionale

Nel quadro tracciato durante l’incontro, Trieste viene descritta come una realtà già inserita in un contesto scientifico di rilievo globale. Sul territorio operano 22 istituti e centri di ricerca con vocazione internazionale, elemento che contribuisce a rendere la città particolarmente attrattiva per studenti di dottorato e ricercatori provenienti da altri Paesi.

Rosolen ha anche richiamato la prospettiva che porterebbe Trieste a diventare l’unica città europea, dopo Parigi, a ospitare una sede Unesco. In questa cornice, la mobilità accademica in entrata e in uscita viene indicata come uno dei cardini della connessione tra comunità locale e reti internazionali.

I numeri di Units tra iscritti e partenze Erasmus

Nel corso della conferenza è stato presentato anche l’andamento dell’internazionalizzazione dell’Università di Trieste per il periodo 2023-2027. Nell’anno accademico 2025/2026 gli studenti internazionali iscritti risultano 2.120, con una presenza particolarmente significativa di giovani provenienti da Iran, Tunisia e Croazia.

La rete di collaborazione dell’ateneo comprende centinaia di accordi Erasmus+, con una forte incidenza di rapporti con Spagna, Germania, Francia e Austria. Sul fronte delle partenze, le assegnazioni per l’Erasmus Studio hanno toccato quota 658 nel 2026/2027, con oltre 530 partenze attive.

Risultano in crescita anche i tirocini Erasmus: il Traineeship è passato da 198 a 224 assegnazioni nel biennio considerato, pari a un aumento del 13,1%. Nello stesso periodo è avanzata pure la mobilità in entrata, con 238 studenti accolti nel 2025/2026, mentre i progetti verso Paesi extra europei sono saliti da 2 a 5 tra il 2023 e il 2025.

La cooperazione europea come asse regionale

Uno dei temi affrontati durante l’incontro ha riguardato la mobilità nell’epoca del riscaldamento globale. Su questo versante, la Regione ha rivendicato una linea fondata sulla cooperazione europea e sul sostegno al diritto allo studio, con investimenti descritti come i più consistenti mai destinati a questo ambito.

La School nazionale del 2026 arriverà quindi in una Trieste che si presenta non soltanto come sede universitaria, ma come punto di incrocio tra formazione, ricerca e relazioni internazionali. Per il Friuli Venezia Giulia, l’appuntamento sarà anche un banco di prova sulla capacità di accogliere e mettere in rete esperienze che guardano ben oltre i confini regionali.

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