Trieste, San Silvestro diventa spazio d’ascolto: a fine settembre tre appuntamenti con Teatri del Suono
Dal 24 al 26 settembre la Basilica ospita concerti, installazioni e la nuova composizione di Fabio Nieder nel percorso dedicato a Kurtág.
La Basilica di San Silvestro si prepara ad accogliere uno dei passaggi più intensi del cartellone musicale triestino di fine settembre. Dal 24 al 26, sempre alle 20.30, Teatri del Suono concentra qui tre serate costruite attorno alla musica del Novecento, alla ricerca contemporanea e a un percorso che guarda da vicino all’opera di György Kurtág.
L’iniziativa rientra nel programma di Lontano e nel ciclo “Aus der Ferne… Lontano | Kurtág 100”, sviluppato a Trieste come spazio di ascolto e riflessione. Non solo concerti: accanto alle esecuzioni, il festival propone anche momenti di confronto con “Salon | conversazioni nella distanza”, con la partecipazione del filosofo Giovanni Leghissa, artisti e ospiti.
Per il pubblico friulano interessato ai linguaggi della nuova musica, l’appuntamento triestino si presenta come una tappa significativa, capace di mettere insieme interpreti, scritture rare e formati diversi, dal recital alla performance sonora.
Tre giorni tra repertori del Novecento e scrittura contemporanea
Il primo incontro è in programma giovedì 24 settembre. In Basilica saliranno sul palco Anna D’Errico e Stefania Amisano ai pianoforti, con Roberta Gottardi e Irene Marraccini impegnate tra clarinetti e corni di bassetto. Il tracciato musicale comprenderà pagine di Messiaen, Berg, Ives, Nilsson e Kurtág.
Cuore della serata sarà “Lebenslauf op.32”, composizione non frequente nei programmi da concerto, pensata per due pianoforti con accordatura distanziata di un quarto di tono e due corni di bassetto. Una scelta che orienta l’ascolto verso minime deviazioni timbriche e prospettive sonore poco consuete.
Venerdì 25 settembre il festival cambierà assetto, affidando ad Anna D’Errico un recital per pianoforte solo. Il programma avvicinerà Kurtág, Bartók e Mozart, cercando un confronto diretto tra epoche differenti e scritture che, pur lontane, possono entrare in relazione nello stesso spazio d’ascolto.
L’ultima serata guarda anche alla prima assoluta di Fabio Nieder
Il momento più articolato arriverà sabato 26 settembre. L’apertura sarà affidata all’ascolto acusmatico di “Haus des Fernen” di Ludovik Beranian, inserito nel ciclo “Archeologia del contemporaneo” e proposto con la collaborazione del Dipartimento di musica e nuove tecnologie del Conservatorio Tartini di Trieste.
Successivamente entrerà in scena il collettivo cantierezero con Corinna Canzian al violino e Giorgio Casati al violoncello. Il progetto “Aus der Ferne” si muove attorno a un sistema di rimandi con il mondo sonoro di Kurtág, intrecciando strumenti classici, tradizionali ed elettronica. In programma anche lavori di Bartók, Ratoci e Fabio Nieder, autore di origini triestine presente da anni nel panorama internazionale della musica contemporanea.
Nella stessa serata è prevista la prima esecuzione assoluta di “Joik. Ein Sami - Ritual für eine Frauenstimme, mit schamanischer Trommel und Schellen, Geige und Cello” di Fabio Nieder, composizione che prende spunto dalla pratica del canto rituale della popolazione sami.
A chiudere sarà “Liminale”, live set firmato da Elio Martusciello e Luigi Turra. Il progetto mette in relazione due generazioni della sperimentazione italiana attraverso un tessuto fatto di dettagli sonori minimi, tracce vocali e materia strumentale rarefatta. Alla serata prenderà parte anche la casa editrice milanese Die Schachtel.
Installazione visitabile e calendario che continua in autunno
Per tutta la durata degli eventi sarà inoltre visitabile l’installazione interattiva “Hommage à Bouvard e Pécuchet” di Claudio Weidmann, proposta come esperienza transmediale all’interno del percorso del festival.
Il programma di Lontano non si fermerà a settembre. In ottobre sono previsti laboratori per ragazzi e masterclass, fino all’appuntamento di sabato 24 ottobre 2026, alle 17.30, alla Mediateca Cappella Underground di via Roma 19 con “Chromopolis o MIM alla ricerca dei colori”, spettacolo multimediale fantascientifico di Clémence Martel con ideazione, voce, video e performance, insieme ad Alessandro Ratoci all’elettronica.
La produzione è del collettivo cantierezero / Teatri del suono festival - Lontano con La Cappella Underground - Trieste Science + fiction festival ed è pensata per bambini dai 6 agli 11 anni, ampliando così il raggio del progetto anche al pubblico più giovane.