Trieste rilancia i contributi anti-intrusione: più di un milione per case, condomini e negozi
Nuova finestra di aiuti nel capoluogo giuliano: rimborsabile il 75% delle spese sostenute nel 2026, con tetto massimo di 2.250 euro.
Per chi a Trieste sta programmando l'installazione di una porta blindata, di telecamere o di altri dispositivi contro le intrusioni, si apre una nuova possibilità di contributo pubblico. Il Comune ha infatti presentato il bando sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con una dotazione che supera il milione di euro destinata alla sicurezza di abitazioni private, condomini e attività economiche.
La misura riguarda gli interventi effettuati nel corso del 2026 e punta ad alleggerire il costo degli impianti ritenuti utili a proteggere immobili e spazi esposti a furti o accessi non autorizzati. L'iniziativa, negli anni, ha raccolto un numero crescente di richieste e per questo le risorse disponibili sono state progressivamente aumentate.
Quanto vale il fondo per Trieste
Lo stanziamento assegnato al Comune di Trieste è pari a 1.035.257,77 euro. Il contributo previsto copre il 75 per cento della spesa ammessa, per interventi compresi tra 1.000 e 3.000 euro, con un massimo riconoscibile di 2.250 euro per domanda.
Tra le opere finanziabili rientrano, tra le altre, porte blindate, vetri antisfondamento, sistemi di videosorveglianza e dispositivi antintrusione. L'obiettivo è favorire una diffusione più ampia di strumenti di prevenzione, sia nelle abitazioni sia nelle realtà economiche cittadine.
Una misura che negli anni si è ampliata
Durante la presentazione del bando, l'assessore regionale Pierpaolo Roberti ha sottolineato che la linea di finanziamento è diventata nel tempo una misura strutturale, sempre più conosciuta dai cittadini. Ha inoltre ricordato che in passato le somme disponibili erano molto più contenute, mentre oggi il sostegno destinato a Trieste supera quota un milione.
Secondo quanto spiegato, la Regione ha esteso progressivamente il raggio degli interventi sostenuti, includendo non solo le abitazioni private ma anche condomini, attività produttive, edifici di culto, scuole e impianti sportivi. Un ampliamento che riflette una visione più larga del tema sicurezza sul territorio.
Nel corso dell'incontro è intervenuta anche l'assessore comunale Caterina De Gavardo, che ha richiamato il forte interesse registrato nelle ultime edizioni del bando. Proprio l'aumento delle domande presentate ha contribuito a rafforzare la richiesta di maggiori fondi per il capoluogo giuliano.
Scadenza e modalità per presentare la richiesta
Le domande dovranno arrivare al Comune di Trieste entro il 15 gennaio 2027. Sarà possibile trasmetterle tramite Pec, con raccomandata con ricevuta di ritorno oppure con consegna a mano, secondo le modalità indicate dall'amministrazione comunale.
Per i residenti e gli operatori economici triestini si tratta dunque di una finestra concreta per recuperare parte della spesa affrontata nel 2026. In una fase in cui la protezione di case e attività resta una priorità sentita, il bando si conferma uno degli strumenti locali più rilevanti sul fronte della prevenzione.