Energia e territorio, in Consiglio regionale arriva il testo M5S per limitare gli impianti sui campi

La proposta depositata da Rosaria Capozzi chiede criteri più rigidi in Friuli Venezia Giulia: priorità alle aree già urbanizzate e più voce ai Comuni.

26 ottobre 2026 13:45
Energia e territorio, in Consiglio regionale arriva il testo M5S per limitare gli impianti sui campi -
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Mettere un argine al consumo di terreni agricoli senza frenare la transizione energetica. È questo il punto centrale della proposta di legge regionale presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che interviene su un tema molto sentito anche in Friuli: dove collocare nuovi impianti senza alterare in modo pesante il paesaggio e gli equilibri delle comunità locali.

Il testo, illustrato pubblicamente dalla stessa esponente pentastellata, punta a fissare criteri più severi per l'insediamento degli impianti destinati alla produzione e all'accumulo di energia, con un'attenzione particolare al fotovoltaico a terra e alle batterie. Tra i nodi richiamati c'è anche quello degli impianti a biometano, che in diversi territori hanno sollevato osservazioni da parte di amministrazioni e residenti.

Più peso alla pianificazione locale

Secondo Capozzi, il tema non può essere affrontato con scelte calate dall'alto. L'impostazione della proposta, infatti, è quella di rafforzare una programmazione chiara, lasciando maggiore possibilità di valutazione a chi vive e amministra i territori interessati direttamente dai progetti.

Nelle parole della consigliera, non si tratta di bloccare in modo indiscriminato gli impianti, ma di definire regole precise che consentano di conciliare fabbisogno energetico e tutela del contesto locale. Il riferimento è alle preoccupazioni espresse da cittadini e sindaci di fronte a installazioni considerate troppo impattanti.

Suolo agricolo e aree già compromesse

Uno degli assi della proposta riguarda la scelta delle superfici da utilizzare. L'orientamento indicato è privilegiare spazi già costruiti o impermeabilizzati, limitando invece l'uso dei campi produttivi. In questo quadro, il provvedimento mira a introdurre vincoli anche sul piano comunale per contenere la trasformazione del suolo agricolo.

Il ragionamento politico è legato alla difesa di due elementi ritenuti strategici per il Friuli Venezia Giulia: la vocazione agricola e il valore paesaggistico. L'obiettivo dichiarato è evitare una diffusione eccessiva e poco coordinata di impianti energetici sul territorio regionale.

Il nodo della rete e il confronto con le altre Regioni

Tra gli aspetti richiamati da Capozzi c'è anche la capacità della rete elettrica. La saturazione, osserva, in molti casi finisce per ostacolare i nuovi collegamenti oppure ridurre la piena fruibilità degli impianti già realizzati. Per questo la localizzazione, oltre che ambientale, diventa anche una questione tecnica e infrastrutturale.

La consigliera richiama poi il quadro nazionale, sottolineando che da mesi le Regioni hanno la possibilità di fissare un limite alla quota di suolo agricolo destinabile alla produzione energetica. A suo giudizio, altre amministrazioni si sono mosse prima, mentre il Friuli Venezia Giulia non ha ancora adottato una disciplina specifica in questa direzione.

Da qui la scelta di depositare una proposta di legge che, nelle intenzioni del M5S, dovrebbe dare una risposta normativa alle domande arrivate dai territori. Il confronto ora si sposterà in Consiglio regionale, dove il tema dell'equilibrio tra sviluppo delle rinnovabili, tutela dei campi e salvaguardia del paesaggio è destinato a restare al centro del dibattito.

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