Trieste ridisegna piazza Goldoni: cade la barriera centrale e cambia il volto dell’area

Nel cantiere entra una fase decisiva: eliminato il setto che divideva la piazza. Previsti anche nuova accessibilità, telecamere, verde e interventi sulla fontana.

20 maggio 2026 23:05
Trieste ridisegna piazza Goldoni: cade la barriera centrale e cambia il volto dell’area -
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Il cantiere di piazza Goldoni entra in una fase che i triestini potranno percepire subito: la rimozione della struttura centrale che per anni ha segnato l’assetto dello spazio pubblico. È uno dei passaggi più evidenti del progetto avviato nell’area, destinato a modificare non solo l’immagine della piazza ma anche il modo in cui viene attraversata e vissuta ogni giorno.

L’intervento è stato osservato direttamente durante una visita istituzionale con l’assessore regionale alle Autonomie locali e sicurezza Pierpaolo Roberti e l’assessore comunale alle Politiche del territorio Michele Babuder. Il nodo centrale, dal punto di vista amministrativo, è che la riqualificazione viene letta come un’operazione urbana con ricadute pratiche su fruibilità, controllo degli spazi e qualità complessiva dell’area.

Un intervento che punta ad aprire la piazza

La scelta di togliere il muro viene presentata come un cambio netto nella configurazione di piazza Goldoni. Secondo Roberti, si elimina un elemento che nel tempo aveva finito per creare zone meno leggibili e più difficili da presidiare, restituendo continuità visiva e una percezione di maggiore apertura.

La nuova impostazione, nelle intenzioni degli enti coinvolti, dovrebbe rendere questo punto centrale di Trieste più semplice da attraversare e più leggibile anche dal punto di vista della sicurezza urbana. L’idea è quella di superare una divisione fisica che aveva inciso sull’uso quotidiano della piazza.

Non solo estetica: accessibilità, controllo e meno ostacoli

Il progetto non si ferma alla sola demolizione. In questa fase sono previsti il livellamento delle pavimentazioni, la ripiantumazione delle alberature e l’ampliamento delle vasche della fontana, con un intervento che mette insieme funzione e immagine dello spazio pubblico.

Accanto a questi lavori, la riqualificazione comprende anche l’inserimento della videosorveglianza e una revisione degli accessi, con attenzione all’eliminazione delle barriere architettoniche. Per la Regione, una piazza più aperta, più illuminata e più facile da percorrere può contribuire a migliorare il controllo del territorio e l’utilizzo da parte di tutti.

È questo il punto su cui Roberti ha insistito durante il sopralluogo: non un semplice restyling, ma un intervento pensato per incidere anche sulla convivenza urbana, rendendo l’area più inclusiva e più facilmente gestibile.

Il quadro regionale dietro il cantiere di Trieste

I lavori di piazza Goldoni rientrano nel finanziamento regionale destinato alla riqualificazione urbana nelle zone considerate più esposte al degrado. La linea seguita dall’amministrazione regionale, come spiegato durante la visita, è quella di affiancare agli strumenti di controllo anche trasformazioni concrete degli spazi cittadini.

Il ragionamento, sul piano politico e urbanistico, è che la qualità di una piazza non dipenda soltanto dal decoro. Spazi ordinati, accessibili e progettati per evitare aree chiuse o poco visibili possono incidere sulla vita quotidiana e sulla percezione di sicurezza di residenti e frequentatori.

Da Trieste arriva quindi un segnale che va oltre il singolo cantiere: la volontà di proseguire con operazioni simili anche in altri contesti urbani del Friuli Venezia Giulia, sostenendo i Comuni in interventi che uniscono riassetto fisico delle aree pubbliche e attenzione alla loro funzione sociale.

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