Trieste rafforza la sua rete scientifica: dalla Regione risorse per l’Ictp e una sede legata all’Unesco
Nel capoluogo giuliano la visita di Khaled El-Enany rilancia il progetto di un polo internazionale della scienza con il supporto della Regione.
Trieste torna al centro della strategia regionale sulla ricerca e sulle relazioni internazionali. Nel corso della visita in città del direttore generale dell’Unesco Khaled El-Enany, il Friuli Venezia Giulia ha ribadito due impegni concreti: sostenere l’estensione della sede dell’Ictp e individuare uno spazio da destinare a una struttura collegata ai programmi Unesco già presenti sul territorio.
L’incontro si è svolto domenica 8 giugno al Centro internazionale di fisica teorica, uno dei luoghi simbolo del sistema scientifico triestino. Alla visita ha preso parte anche il ministro plenipotenziario Lamberto Maria Moruzzi, oggi in servizio al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
A nome della Regione è intervenuta l’assessore Alessia Rosolen, che ha richiamato una linea politica condivisa con il Governo nazionale: rafforzare il profilo di Trieste come punto di riferimento per la diplomazia scientifica, valorizzando il patrimonio di enti, competenze e collaborazioni internazionali già radicato nel capoluogo.
La proposta sul tavolo per l’area Unesco
Tra gli elementi emersi durante il confronto c’è la disponibilità regionale a mettere a disposizione una sede per il segretariato del World Water Assessment Programme. Nelle intenzioni illustrate, questo spazio potrebbe assumere nel tempo una funzione più ampia, diventando un luogo di riferimento per le realtà Unesco attive in città.
Non solo una questione logistica, quindi, ma un tassello di una visione più larga. L’idea espressa dalla Regione è quella di legare sempre di più la presenza dell’Unesco alla vocazione internazionale di Trieste, usando la scienza come terreno di collaborazione tra istituzioni e Paesi.
Il peso del sistema triestino della ricerca
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il profilo del comparto scientifico locale, che rappresenta uno dei punti di forza più riconoscibili dell’intero Friuli Venezia Giulia. I numeri richiamati dalla Regione parlano di una rete di 22 istituzioni di rilievo nazionale e internazionale, concentrate in un contesto urbano che da anni richiama studiosi, ricercatori e progettualità da molti Paesi.
Su questo patrimonio si inserisce il sostegno all’ampliamento dell’Ictp, considerato un passaggio coerente con la crescita del polo triestino. Per la Regione, investire su questa struttura significa consolidare un presidio che ha un valore non solo accademico, ma anche strategico per il posizionamento del territorio.
Trieste come crocevia di cooperazione internazionale
Nel suo intervento, Rosolen ha richiamato anche il riconoscimento di Trieste come Unesco Learning City, legandolo alla necessità di rafforzare la presenza dei programmi internazionali già attivi in città. In un quadro mondiale segnato da tensioni e crisi, la cooperazione scientifica viene indicata come uno strumento capace di costruire dialogo e relazioni stabili.
La visita di El-Enany si colloca proprio dentro questo scenario: da una parte il sostegno all’Ictp, dall’altra la prospettiva di una sede dedicata al World Water Assessment Programme. Due passaggi distinti, ma letti dalla Regione come parte di un disegno unico per confermare Trieste tra i luoghi europei più riconoscibili nel rapporto tra ricerca, diplomazia e sviluppo.
Per il Friuli Venezia Giulia, il messaggio che arriva da questa giornata è chiaro: il sistema scientifico triestino non viene considerato soltanto un’eccellenza consolidata, ma un’infrastruttura su cui continuare a investire per rafforzare il ruolo internazionale dell’intero territorio regionale.