A Trieste il congresso Aie: città, dati e prevenzione al centro del confronto nazionale

Nel capoluogo regionale oltre 570 specialisti per il 50° congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia. Riccardi: servono reti tra competenze e istituzioni.

26 maggio 2026 17:52
A Trieste il congresso Aie: città, dati e prevenzione al centro del confronto nazionale -
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Trieste torna per alcuni giorni al centro del dibattito nazionale sulla salute pubblica ospitando il 50° congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia. Al Generali Convention Center si sono riuniti più di 570 professionisti per un appuntamento che guarda al ruolo dei dati, della ricerca e della valutazione nelle scelte sanitarie.

La seconda giornata dei lavori ha visto l’intervento dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha legato il valore dell’epidemiologia alla capacità di comprendere i problemi sanitari, definire risposte adeguate e misurarne gli effetti nel tempo. Un passaggio che, nelle politiche pubbliche, pesa non solo sul piano scientifico ma anche su quello organizzativo.

L’edizione di quest’anno, intitolata “50 anni di Aie: Capire, Agire, Valutare”, porta in Friuli Venezia Giulia una riflessione che riguarda l’intero Paese. A introdurre l’appuntamento è stato il presidente dell’associazione Lorenzo Richiardi, in un contesto che conferma Trieste come sede di confronto su temi strategici per sanità e ricerca.

Il nodo delle città nella salute pubblica

Uno dei punti più discussi del congresso riguarda la salute nelle aree urbane. Durante i lavori è stato presentato lo statement “Il ruolo dell’epidemiologia per la salute delle città”, dedicato al tema della urban health e alle trasformazioni che incidono sulla qualità della vita nei centri abitati.

Il quadro richiamato dagli esperti è chiaro: oltre il 70% degli italiani vive in contesti urbani, dove si concentrano insieme opportunità e criticità. Inquinamento dell’aria, traffico, rumore, ondate di calore, accesso al verde, qualità delle abitazioni e differenze sociali diventano così fattori concreti che condizionano il benessere delle persone.

Per una regione come il Friuli Venezia Giulia, e per una città di confine come Trieste, il tema ha anche una ricaduta locale evidente. La lettura epidemiologica dei fenomeni serve infatti a trasformare i numeri in indicazioni utili per orientare le decisioni pubbliche, con attenzione all’equità e alla tutela del diritto alla salute.

Riccardi: conoscenza e confronto per decidere meglio

Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato una riflessione di Luigi Einaudi, “Per deliberare bisogna conoscere”, usandola per sottolineare come oggi le politiche sanitarie non possano prescindere da analisi solide e da una valutazione continua dei risultati. L’assessore ha anche ringraziato l’associazione per aver scelto Trieste e il Friuli Venezia Giulia come sede del congresso che celebra i cinquant’anni di attività.

Il messaggio lanciato dal rappresentante della Giunta regionale insiste soprattutto sulla necessità di collegare saperi diversi. Secondo Riccardi, le istituzioni devono favorire l’incontro tra i luoghi in cui si produce conoscenza e chi è chiamato a tradurla in scelte concrete, evitando che esperienze e competenze restino separate.

Il riferimento è anche a quanto emerso dopo la pandemia, periodo in cui l’integrazione dei dati e la collaborazione tra strutture hanno mostrato tutta la loro importanza. In questo quadro, il superamento di modelli chiusi e verticali viene indicato come un passaggio decisivo per affrontare sfide come cambiamento climatico, disuguaglianze sociali, salute mentale e impatto dell’intelligenza artificiale.

Un congresso che guarda al futuro della ricerca

Il confronto aperto a Trieste proseguirà ancora al Generali Convention Center con sessioni dedicate all’evoluzione della disciplina e al rapporto tra studio dei fenomeni sanitari, prevenzione e politiche pubbliche. L’idea condivisa emersa in queste ore è che l’epidemiologia non serva soltanto a descrivere i problemi, ma anche a costruire strumenti più efficaci per affrontarli.

Per il capoluogo giuliano l’appuntamento rappresenta anche un’occasione di visibilità nel panorama scientifico nazionale. La presenza di centinaia di operatori e studiosi conferma il peso che Trieste continua ad avere come luogo di incontro su temi che incidono direttamente sulla vita delle comunità e sull’organizzazione dei servizi sanitari.

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