Trieste mette al centro chi assiste i malati: convegno nazionale per i 10 anni di CasaViola
Il 12 ottobre all’NH Trieste una giornata su demenza, reti di cura e sostegno ai familiari. Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria e 3 crediti ECM.
Non solo diagnosi e terapie, ma anche il peso quotidiano che ricade sulle famiglie. A Trieste, lunedì 12 ottobre 2026, una giornata di studio porterà l’attenzione sul ruolo dei caregiver e sui servizi che possono accompagnare chi vive accanto a una persona con demenza.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Goffredo de Banfield e coincide con il decennale di CasaViola, il centro triestino nato per offrire orientamento e supporto psicologico ai familiari. L’incontro si terrà nella Sala Tommaseo dell’Hotel NH Trieste, in corso Cavour 7, con avvio alle 9.30.
Il titolo scelto per il convegno, “Il futuro della cura. Integrare gli interventi e accogliere i caregiver: nuove prospettive nel supporto alla demenza”, indica già il punto di partenza del confronto: costruire un’assistenza più coordinata, capace di affiancare la persona malata ma anche chi se ne prende cura ogni giorno.
Una ricorrenza che parte dai bisogni delle famiglie
Per la città si tratta anche di un momento simbolico. CasaViola è attiva dal 2016 nella sede di via Filzi 21/1 e in questi anni ha rappresentato un riferimento per molti nuclei familiari alle prese con fragilità complesse, spesso difficili da affrontare senza un aiuto esterno.
Il convegno vuole proprio tenere insieme ricerca scientifica, pratica clinica, organizzazione dei servizi e testimonianze dirette. L’idea è mettere a fuoco strumenti utili lungo tutte le fasi della malattia, con particolare attenzione all’accoglienza dei caregiver e alla continuità del sostegno.
Esperti da atenei, sanità e realtà associative
La responsabilità scientifica dell’appuntamento è affidata ad Alberto Benussi, direttore della U.C.O. Clinica Neurologica dell’ASUGI all’Ospedale di Cattinara e professore associato di Neurologia all’Università di Trieste.
Al tavolo del confronto sono attesi contributi provenienti dall’Università di Trieste, dall’Università di Padova, dall’Università di Bologna, dall’Istituto Superiore di Sanità e da organizzazioni impegnate sul fronte dell’assistenza e della rappresentanza delle famiglie. Tra i nomi annunciati ci sono Teresa Di Fiandra, consulente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rabih Chattat dell’Università di Bologna, Erika Borella dell’Università di Padova e Katia Pinto, presidente della Federazione Alzheimer Italia.
Previsti anche gli interventi di Iacopo Cancelli, neurologo e referente clinico per il Friuli Venezia Giulia presso il Tavolo Nazionale Demenze, di Sara Fascendini, direttrice del centro d’eccellenza del FERB, e di Giovanna Pacco, direttrice della Fondazione de Banfield.
I temi al centro della giornata
In apertura sono annunciati i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste Massimo Tognolli, del direttore sociosanitario di ASUGI Giulio Antonini e del presidente della Fondazione Massimo Simeon.
Nel corso dei lavori si parlerà di plasticità cognitiva, modelli assistenziali, approccio centrato sulla persona, indicazioni nazionali e buone pratiche territoriali. Il punto di arrivo del dibattito sarà capire come tradurre le evidenze scientifiche in risposte concrete, accessibili e utili per l’intero contesto familiare.
A chiudere il programma saranno Francesco Parisotto e Fanny Valle, chiamati a riportare nel confronto pubblico l’esperienza diretta di chi vive ogni giorno l’assistenza a una persona con demenza. Un finale coerente con il senso dell’iniziativa: non lasciare ai margini la voce delle famiglie.
Come prendere parte all’incontro
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione. Per le professioni sanitarie sono previsti anche 3 crediti ECM, elemento che amplia l’interesse dell’appuntamento oltre il solo ambito associativo.
Per informazioni ci si può rivolgere alla Fondazione Goffredo de Banfield al numero 040 362766. Per Trieste, il convegno rappresenta l’avvio delle iniziative dedicate ai dieci anni di CasaViola e un’occasione per rimettere al centro un tema che coinvolge sanità, welfare e vita quotidiana di molte famiglie del territorio.