Trieste, l’Arma investe sullo sloveno: formazione per 15 militari in servizio nella provincia

Percorso di sei settimane al Comando provinciale: focus su lingua, termini operativi e cultura locale per migliorare il rapporto con i cittadini sloveni.

23 settembre 2026 14:56
Trieste, l’Arma investe sullo sloveno: formazione per 15 militari in servizio nella provincia -
Condividi

A Trieste il rapporto quotidiano con il territorio passa anche dalla lingua. Per questo quindici carabinieri impegnati nelle varie sedi della provincia hanno iniziato un percorso formativo dedicato allo sloveno, pensato per rendere più immediata la comunicazione con una parte importante della comunità locale.

Le lezioni si tengono al Comando provinciale e rientrano nella programmazione 2026 del Centro Lingue Estere dell’Arma, struttura con sede a Roma che cura questo tipo di attività. Il corso è partito in questi giorni e accompagnerà i partecipanti per sei settimane, fino alla conclusione prevista a fine ottobre con una prova finale.

Un’esigenza legata alla realtà del territorio

Nel contesto triestino, dove la presenza slovena è storicamente radicata, disporre di strumenti linguistici di base può fare la differenza nelle attività ordinarie. L’obiettivo è aiutare il personale a interagire in modo più semplice e diretto con i cittadini, soprattutto nelle situazioni in cui una comprensione immediata diventa utile nel servizio di tutti i giorni.

L’iniziativa non è una novità assoluta: viene infatti riproposta ogni due anni. La scelta conferma un orientamento pratico, legato alle caratteristiche della provincia e alla necessità di affinare competenze che possono rivelarsi preziose nel lavoro sul campo.

Come è organizzato il percorso

Il programma affronta anzitutto la fraseologia essenziale, cioè le espressioni più utili nella comunicazione di base con le persone. A questa parte si affianca un modulo più specialistico, costruito sulla terminologia di polizia, sugli aspetti giuridici e sul lessico militare indispensabile nel contesto operativo.

Non c’è soltanto la lingua parlata. Il corso comprende anche elementi di cultura del territorio, con riferimenti alla storia, alle tradizioni e agli usi della comunità slovena, oltre a una parte dedicata alle strutture fondamentali della grammatica e della sintassi.

Il coordinamento dell’attività è affidato al tenente colonnello Piermarco Borettaz, comandante del Reparto Operativo. A seguire i partecipanti sono due insegnanti madrelingua, Nina Kodermarc e Valentina Barani, chiamate a guidare l’apprendimento lungo tutto il ciclo di lezioni.

Il traguardo fissato a fine ottobre

Alla fine del percorso i quindici militari sosterranno un esame conclusivo. Il passaggio finale servirà a verificare le competenze acquisite durante le sei settimane di formazione e la capacità di utilizzare gli strumenti appresi nelle situazioni più ricorrenti del servizio.

Per Trieste si tratta di un’iniziativa che mette insieme preparazione professionale e attenzione al contesto locale. In una provincia di confine, migliorare il dialogo con i residenti di lingua slovena significa rafforzare anche l’efficacia del contatto tra istituzioni e cittadinanza.

Segui Prima Friuli