Trieste, il futsal diventa memoria civile: in campo le divise per ricordare le vittime del dovere
Nel capoluogo giuliano il secondo appuntamento del progetto “Semi di pace nel solco delle vittime del dovere”, tra sport, istituzioni e impegno educativo.
Nel cuore di Trieste una giornata di sport si è trasformata in un momento di memoria pubblica, con un torneo di calcio a 5 dedicato a chi ha perso la vita servendo lo Stato. L’iniziativa ha riunito rappresentanze delle istituzioni e dei corpi in uniforme dentro un percorso pensato per tenere vivo il ricordo delle vittime del dovere.
L’appuntamento rientra nel progetto “Semi di pace nel solco delle vittime del dovere”, promosso dall’Associazione nazionale vittime del dovere insieme alla Fondazione “Amici di Giovanni Palatucci”. A Trieste il torneo ha rappresentato la seconda tappa di un programma articolato su tre giornate, dal 29 al 31 ottobre.
L’obiettivo dell’iniziativa non è soltanto commemorativo. Il senso del progetto, infatti, è quello di trasformare il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita nell’esercizio delle proprie funzioni in un messaggio attuale, legato ai temi della responsabilità, della solidarietà e della coscienza civile.
Il messaggio arrivato dalla Regione
Durante la giornata è intervenuto anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, che ha espresso riconoscenza verso i volontari dell’Associazione vittime del dovere e della Fondazione Palatucci per il sostegno dato ai familiari di quelli che ha definito “eroi quotidiani”.
Nel suo intervento, Scoccimarro ha sottolineato come lo sport possa diventare uno strumento utile per trasmettere valori profondi: rispetto reciproco, lealtà e capacità di agire come squadra. Principi che, ha evidenziato, appartengono anche al servizio svolto ogni giorno da chi opera per la tutela della collettività.
Le squadre presenti al torneo
In campo sono scese le rappresentative delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e di altri ambiti istituzionali. Tra le presenze annunciate figuravano Arma dei Carabinieri, Capitaneria di Porto, Esercito Italiano, Guardia di Finanza, Magistratura, Polizia di Stato, Polizia Locale, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco.
La scelta del calcio a 5 come linguaggio comune ha dato all’incontro un carattere partecipato e immediato, capace di unire simbolicamente realtà diverse attorno a una stessa finalità: rendere omaggio a chi ha adempiuto al proprio dovere fino all’estremo sacrificio.
Un percorso da allargare ai più giovani
L’assessore regionale ha inoltre ribadito la vicinanza della Regione all’iniziativa, indicando anche una prospettiva per il futuro. L’idea è quella di far crescere il progetto negli anni, coinvolgendo in modo diretto bambini e ragazzi.
Secondo questa impostazione, la memoria può diventare occasione educativa concreta, aiutando le nuove generazioni a comprendere il valore del servizio reso alla comunità e l’importanza di riconoscere il lavoro di chi ogni giorno contribuisce alla sicurezza e alla tutela dei cittadini.
Nel capoluogo giuliano, dunque, il torneo non si è limitato alla dimensione sportiva: è stato anche un segnale rivolto al territorio, con la volontà di tenere insieme ricordo, partecipazione e formazione civile.