Trieste, l’hub Bat spinge lavoro e investimenti: impatto da 275,6 milioni nel 2025
La ricerca di Mib fotografa il peso del polo di Bagnoli della Rosandra: oltre 350 addetti diretti e ricadute economiche concentrate in Friuli Venezia Giulia.
Il peso dell’Innovation Hub Bat di Bagnoli della Rosandra si misura sempre di più nei numeri dell’economia locale. La nuova analisi curata da Mib Trieste School of Management stima per il 2025 un impatto complessivo di 275,6 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale la struttura ha oltrepassato i 350 lavoratori diretti.
Il dato è stato presentato a Trieste nel corso dell’incontro con gli stakeholder dell’azienda, dove sono intervenuti anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il presidente della multinazionale Andrea Di Paolo e il direttore scientifico di Mib Andrea Tracogna, che ha illustrato la terza edizione dello studio dedicato agli effetti economici e sociali del sito triestino.
La ricaduta sul sistema economico del territorio
Secondo lo studio, l’attività sviluppata nel 2025 dal polo Bat ha generato una produzione complessiva pari a 275,6 milioni di euro. L’analisi segnala inoltre una capacità di attivazione molto ampia sul tessuto economico: per ogni euro prodotto dall’azienda, l’effetto può arrivare fino a 5,5 euro nell’economia nel suo insieme.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la quota di valore che resta vicino al luogo dell’insediamento. Più del 90% del valore aggiunto, quantificato in circa 30 milioni di euro, rimane tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia, segnalando un legame forte con il contesto regionale e con la rete produttiva locale.
Occupazione in crescita e filiera coinvolta
L’espansione del sito si riflette anche sull’occupazione. A poco più di quattro anni dall’avvio dell’insediamento, Bat Trieste ha superato la soglia dei 350 dipendenti diretti. Se si considera anche l’indotto, il totale arriva a 594 unità di lavoro equivalenti.
Non si tratta quindi soltanto della crescita di una singola realtà industriale, ma di un effetto che coinvolge servizi, fornitori e attività collegate. È questo uno dei passaggi su cui lo studio insiste maggiormente nel descrivere il ruolo del polo triestino nell’economia dell’area.
Il quadro degli investimenti nel sito di Bagnoli
Accanto al lavoro, aumenta anche il volume degli investimenti. Nel 2025 il valore complessivo indicato dallo studio raggiunge 230 milioni di euro, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente. Per Mib, il dato rafforza la lettura di Trieste come nodo strategico per il gruppo a livello internazionale.
La ricerca lega questa traiettoria non solo alla dimensione industriale del progetto, ma anche alla capacità di costruire relazioni stabili con gli interlocutori del territorio. In questo quadro, l’Innovation Hub viene descritto come un fattore che incide su innovazione, reputazione e attrattività dell’area, oltre che sui risultati economici.
Le osservazioni della Regione sul ruolo di Trieste
Nel suo intervento, Fedriga ha richiamato il profilo europeo e internazionale di Trieste, sottolineando la necessità di mantenere un territorio capace di accogliere investimenti e offrire tempi rapidi nelle risposte alle imprese. Il governatore ha indicato nella collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo uno degli elementi decisivi per consolidare questo percorso.
Il presidente della Regione ha anche collegato la competitività del Friuli Venezia Giulia al contesto globale attuale, sostenendo che il rapporto tra grandi gruppi e fornitori locali può tradursi in un vantaggio reciproco. Nella sua valutazione, la presenza di partner internazionali contribuisce inoltre a rafforzare la solidità finanziaria del territorio e offre alle aziende del Friuli Venezia Giulia occasioni di crescita in una dimensione più ampia.