Trieste fa da ponte sull’Adriatico: l’Università Popolare nel progetto THALASSA verso il 2026

L’ente triestino accompagnerà mostre, incontri e collegamenti con le comunità italiane di Slovenia, Croazia e Montenegro, con un passaggio finale alla Barcolana.

13 luglio 2026 17:37
Trieste fa da ponte sull’Adriatico: l’Università Popolare nel progetto THALASSA verso il 2026 -
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Trieste avrà un ruolo di cerniera in un percorso culturale che guarda al Mediterraneo partendo dall’Adriatico. L’Università Popolare di Trieste è infatti coinvolta nel progetto THALASSA, inserito nel cammino che porta a Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, con un programma che metterà in relazione la Basilicata e le comunità italiane presenti oltreconfine.

Per il Friuli Venezia Giulia l’aspetto più significativo è proprio questo: il capoluogo giuliano non compare come semplice partecipante, ma come punto di contatto con Slovenia, Croazia e Montenegro, attraverso iniziative dedicate al mare, alla memoria comune e agli scambi culturali tra le due sponde dell’Adriatico.

Il contributo triestino nel programma

La presenza dell’ente è stata definita durante un incontro operativo ospitato al Porto degli Argonauti, in Basilicata, dove si è lavorato sul progetto “Ponte sociale e culturale”, sviluppato con l’Unione Italiana di Fiume e sostenuto nel quadro della Legge 73/2001, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per le comunità italiane dell’Adriatico orientale.

L’obiettivo condiviso è ampliare il respiro internazionale di THALASSA, facendo dialogare Matera, la costa jonica e il mondo delle comunità nazionali italiane autoctone presenti nei Paesi dell’Est Adriatico. In questo schema Trieste diventa il nodo naturale di collegamento.

Settembre 2026, gli appuntamenti già previsti

Il calendario ha già alcune date fissate. Il 4 settembre 2026 è previsto un convegno internazionale dedicato agli “Argonauti contemporanei”, con delegazioni dall’area adriatica. L’Università Popolare di Trieste contribuirà alla partecipazione di rappresentanti delle realtà italiane di Slovenia, Croazia e Montenegro.

Tra gli eventi annunciati c’è anche la mostra “I Fari dell’Adriatico Orientale”, realizzata con l’Unione degli Istriani e ospitata al Porto degli Argonauti. L’esposizione sarà costruita attorno al valore simbolico dei fari, letti come riferimenti comuni tra Adriatico e Mediterraneo.

Il 18 settembre è invece in programma l’inaugurazione del Campus Galleggiante, mentre il giorno successivo, il 19 settembre, si terrà “Navigare oltre i limiti”, una giornata centrata su inclusione, accessibilità, partecipazione e legalità attraverso le attività legate al mare.

Barcolana 2026 come approdo finale

Nel percorso illustrato durante il tavolo di lavoro c’è anche l’intenzione di portare THALASSA a Trieste in occasione della Barcolana 2026. L’idea è valorizzare nel contesto della manifestazione velica le esperienze sviluppate a Matera e lungo la costa ionica, rafforzando il filo che unisce Alto Adriatico e Mediterraneo.

Dentro questo tracciato entrerà pure la flotta delle Barche della Legalità della Lega Navale. La partenza è prevista dallo Ionio a settembre, con una sosta ad Ancona e poi il passaggio a Lussino, in Croazia, dove sono annunciati incontri con i connazionali delle Comunità Italiane di Lussino, Cherso e Veglia. L’arrivo finale è previsto a Trieste nel periodo della Barcolana.

Chi ha preso parte al coordinamento

All’incontro operativo hanno partecipato Rocco Petrera, presidente della Lega Navale Italiana – Sezione Matera Magna Grecia; l’architetto Marco Pagano; Fabrizio Somma per l’Università Popolare di Trieste; Michele Greco, prorettore all’Internazionalizzazione dell’Università degli Studi della Basilicata; il sindaco di Pisticci Domenico Albano; e Ambrosio Bovio, direttore del Porto degli Argonauti.

Somma ha inoltre trasmesso i saluti del presidente dell’Università Popolare di Trieste Edvino Jerian, del presidente dell’Unione Italiana e deputato al Parlamento croato per la minoranza italiana Marin Corva e del coordinatore del progetto “Ponte Sociale Culturale” Antonio Ballarin.

Nel lavoro di rete rientrano anche la Lega Navale Italiana, l’Università degli Studi della Basilicata, il Comune di Matera, il Comune di Pisticci, la Fondazione Matera Basilicata 2019 e il Porto degli Argonauti. Per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia si tratta di un’iniziativa che rimette al centro una vocazione storica: quella di città di incontro, capace di tenere insieme relazioni culturali, identità adriatiche e apertura internazionale.

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