Trieste, al museo de Henriquez ottant’anni di Anpdi: memoria storica e volontariato in mostra
Nel capoluogo giuliano un percorso dedicato alla sezione triestina dei paracadutisti: al centro anniversario, servizio civile e ricordo del sisma del 1976.
Non solo uniformi, documenti e memoria associativa: nella sede del Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez” di Trieste prende forma un racconto che attraversa otto decenni di vita della sezione cittadina dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, mettendo in primo piano anche il legame con il territorio e le attività di aiuto alla comunità.
L’esposizione, allestita per celebrare gli 80 anni della sezione triestina dell’Anpdi, è stata inaugurata alla presenza dell’assessore regionale Fabio Scoccimarro. Il taglio scelto non guarda soltanto alla tradizione militare dell’associazione, ma ricompone una storia fatta anche di partecipazione civile e presenza concreta nei momenti difficili.
Per il pubblico friulano, il richiamo più forte arriva proprio da questa dimensione: la mostra collega infatti la vicenda del sodalizio a episodi che hanno segnato la vita della regione, restituendo il senso di un impegno che nel tempo ha superato l’ambito commemorativo.
Un anniversario che parla anche al Friuli
Nel suo intervento, Scoccimarro ha evidenziato come gli ottant’anni della sezione di Trieste non rappresentino soltanto una ricorrenza interna all’associazione, ma raccontino una continuità di valori e di servizio. Nel suo discorso ha richiamato coraggio, disciplina e spirito di appartenenza, affiancandoli però a un aspetto altrettanto rilevante: la disponibilità verso gli altri.
È questa la chiave con cui leggere il percorso ospitato al de Henriquez. L’iniziativa non si limita a celebrare una storia associativa, ma prova a mostrare il ruolo svolto dall’Anpdi nella vita pubblica locale, tra memoria, educazione civica e volontariato.
L’assessore ha inoltre ringraziato la sezione triestina e chi ha curato l’allestimento, ricordando anche il legame personale con Diego de Henriquez, figura centrale per la storia del museo cittadino.
Il ricordo del 1976 e l’aiuto alle comunità colpite
Tra i passaggi più significativi dell’inaugurazione c’è stato il riferimento al terremoto del Friuli del maggio 1976. Scoccimarro ha raccontato di essere stato allora un giovane diciottenne impegnato nel corso da paracadutista quando il sisma colpì la regione.
Il giorno successivo, ha ricordato, partì insieme ai soci dell’associazione per portare aiuto alle popolazioni coinvolte. Un episodio personale che, inserito nel contesto della mostra, riporta al centro una pagina molto forte della storia friulana e del contributo offerto dal volontariato legato alle associazioni d’Arma.
Per chi osserva l’esposizione da una prospettiva regionale, è proprio questo passaggio a rendere l’anniversario triestino qualcosa di più ampio: non solo la storia di una sezione, ma una testimonianza del rapporto costruito negli anni con le comunità del Friuli Venezia Giulia.
Valori che restano attuali
Nel suo intervento, l’assessore ha sottolineato anche i cambiamenti intervenuti dal 1946 a oggi: è mutato il contesto internazionale, si sono trasformate le Forze armate e si è passati dalla leva obbligatoria a un sistema fondato su professionisti e volontari. A suo giudizio, però, alcuni riferimenti di fondo non si sono persi.
Lealtà, solidarietà e senso del dovere restano, secondo Scoccimarro, elementi ancora attuali. In questa prospettiva, le associazioni d’Arma continuano ad avere un compito preciso: custodire la memoria, trasmettere esperienza alle nuove generazioni e rafforzare il tessuto della comunità.
La mostra inaugurata il 26 settembre 2026 al Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez” si inserisce proprio in questo solco. Trieste celebra la sua sezione Anpdi, ma il messaggio che emerge parla all’intero territorio regionale: il passato viene ricordato non come esercizio formale, bensì come patrimonio utile a leggere il presente e il valore del servizio agli altri.