Tra Talmassons e Pordenone arriva “Parlami d’Amore”, viaggio in musica nell’Italia della radio
A fine agosto due serate in Friuli Venezia Giulia con Mario Incudine e l’Orchestra dell’Accademia Naonis, tra canzone d’epoca, teatro e memoria.
Un racconto musicale che attraversa l’Italia del primo Novecento farà tappa in Friuli Venezia Giulia con due appuntamenti consecutivi tra provincia di Udine e Pordenone. “Parlami d’Amore. Quando la radio cantava la vita” porterà sul palco Mario Incudine insieme all’Orchestra dell’Accademia Naonis in una produzione che unisce repertorio, narrazione e atmosfera teatrale.
La prima data è prevista per sabato 29 agosto 2026 alle 21 nel Piazzale del Municipio di Talmassons. Il giorno successivo, domenica 30 agosto 2026 alle 20.30, lo spettacolo sarà proposto anche a Pordenone, in piazza XX Settembre.
Il progetto mette al centro gli anni compresi fra i Venti e i Trenta, quando la radio cominciò a entrare stabilmente nella vita quotidiana e contribuì a trasformare il modo di ascoltare la musica. Da quel passaggio prende forma uno spettacolo che usa canzoni, parole e ironia per leggere un pezzo di storia italiana.
Due piazze friulane per lo stesso allestimento
Le due serate avranno lo stesso impianto scenico, costruito come un itinerario dentro la canzone italiana d’epoca. A Talmassons l’evento rientra nella Serata di Gala del Comune, mentre a Pordenone sarà presentato come Concerto per l’Estate nel cuore della città.
La scrittura porta la firma di Costanza Diquattro, mentre la regia è affidata a Pino Strabioli. Accanto a Incudine ci sarà Antonio Vasta, impegnato al pianoforte e alla fisarmonica. Gli arrangiamenti e la direzione musicale sono di Valter Sivilotti.
Una lettura musicale dell’Italia tra consenso e cambiamento
Il filo conduttore dello spettacolo è il rapporto tra musica e società. Nel racconto scenico la radio del Ventennio viene evocata come mezzo capace di diffondere messaggi politici e patriottici, ma anche come strumento che ha ampliato il pubblico e portato nuove abitudini d’ascolto nelle case.
Dentro questo quadro trovano posto pure sonorità arrivate da fuori, come swing e jazz, presentate come linguaggi diversi rispetto all’impostazione ufficiale del tempo. Il repertorio accompagna così un passaggio storico in cui il Paese cambia immaginario, lessico e sensibilità collettiva.
Il percorso musicale richiama anche simboli e brani che hanno segnato stagioni differenti della storia nazionale, da “Giovinezza” a “Bella Ciao”, usando la canzone come chiave di lettura del clima culturale e civile di quegli anni.
Il profilo di Mario Incudine e il ruolo dell’Orchestra Naonis
Al centro della scena ci sarà Mario Incudine, artista che nel tempo ha intrecciato musica e teatro come cantautore, interprete, autore e regista. Nel suo percorso ha lavorato con nomi molto noti della scena italiana, fra cui Moni Ovadia, Peppe Servillo, Eugenio Bennato, Ambrogio Sparagna, Lucilla Galeazzi, Nino Frassica, Mario Venuti, Tosca e Antonella Ruggiero.
Tra le collaborazioni figurano anche Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Alessandro Haber e Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso. Incudine è inoltre presenza stabile nell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma diretta da Ambrogio Sparagna e guida l’Orchestra EtnoMediterranea, formata da 18 musicisti provenienti dall’area del Maghreb.
Con lui ci sarà l’Orchestra Naonis, protagonista anche della stagione estiva nelle piazze del Friuli Venezia Giulia, elemento che rafforza il legame del progetto con il territorio e con il pubblico regionale.
La rete organizzativa dietro i concerti
I due appuntamenti nascono dalla collaborazione con il Comune di Talmassons e con il Comune di Pordenone. La data pordenonese si inserisce inoltre nel percorso di Pordenone - Verso Capitale Italiana della Cultura 2027, mentre la partnership artistica è affidata al Centro Teatrale Bresciano.
A sostenere l’iniziativa ci sono la Regione Friuli Venezia Giulia con il marchio #iosonofriuliveneziagiulia, la Fondazione Friuli e Banca Prealpi SanBiagio. Per il pubblico friulano sarà l’occasione di seguire, in due contesti diversi ma ravvicinati, uno spettacolo che unisce memoria storica e forza della musica dal vivo.