A Torreano due serate con Elisa Menon: in scena la memoria ferita di Porzûs

Il 28 e 29 maggio la rassegna del Teatri Stabil Furlan ospita “Guance bianche e rosse”, reading che segue la vicenda di Elda Turchetti.

21 maggio 2026 19:41
A Torreano due serate con Elisa Menon: in scena la memoria ferita di Porzûs -
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La rassegna del Teatri Stabil Furlan torna a Torreano di Martignacco con un appuntamento che intreccia teatro, memoria e storia friulana. Giovedì 28 e venerdì 29 maggio, alle 20, nella sala TSF del Centro Congressi di via della Vecchia Filatura 10, Elisa Menon porterà il reading “Guance bianche e rosse”.

L’iniziativa si inserisce nella quinta stagione di “Savôrs”, il cartellone curato dal direttore artistico Massimo Somaglino. Per il pubblico friulano sarà l’occasione di confrontarsi con una narrazione che prende le mosse da una delle pagine più dolorose e discusse della Resistenza in regione, quella di Porzûs.

Lo spettacolo è costruito con il contributo sonoro del musicista Francesco Ivone e con brani per fisarmonica firmati da Aleksander Ipavec. La scelta artistica accompagna un racconto che non punta soltanto ai fatti, ma alla dimensione umana di chi si trova travolto dalla guerra.

Al centro la storia di Elda Turchetti

La figura attorno a cui ruota il reading è quella di Elda Turchetti, giovane donna alle prese con mesi estremi, in un Friuli segnato dal conflitto e dalle lacerazioni interne alla lotta partigiana. Il testo segue il suo percorso fino alle Malghe di Porzûs, dove aveva sede il comando della Brigata Osoppo.

Nel racconto emerge il tentativo di Elda di chiarire la propria posizione dopo aver accettato, per un breve periodo, di fare da informatrice ai tedeschi. Una volta smascherata e segnalata da Radio Londra, si consegna ai partigiani nel dicembre 1944. Viene accompagnata alle malghe, sottoposta a giudizio, assolta e poi trattenuta per compiti di servizio.

La sua vicenda si interrompe il 7 febbraio 1945, quando il comando osovano viene assalito da un gruppo di partigiani garibaldini guidati da Mario Toffanin. In quell’azione, tra morti e prigionieri, perde la vita anche Elda.

Uno sguardo teatrale sulla ferita della guerra

Il lavoro di Elisa Menon sceglie una prospettiva ravvicinata, quasi confidenziale. Più che ricostruire in modo analitico il quadro storico, il reading mette a fuoco la fragilità di una persona trascinata dentro eventi enormi, con tutto il peso delle scelte, delle paure e delle conseguenze che la guerra lascia sui singoli.

Proprio questo aspetto ha motivato l’inserimento dello spettacolo nel cartellone di “Savôrs”. Somaglino sottolinea infatti il valore del testo anche per il percorso dell’autrice: “Con questo racconto Elisa Menon ha vinto una menzione speciale al premio Italo Calvino grazie alla sua pubblicazione da parte di una casa editrice nazionale come Einaudi, e ci sembrava giusto proporre anche questa eccellenza friulana al pubblico udinese. Ma il racconto contiene anche un’altra storia, quella del partigiano Gino, nonno di Elisa, componente del gruppo garibaldino che in quel febbraio sale alle malghe. Elda e Gino, due facce di una sola medaglia, due innocenti stritolati da un ingranaggio che non consente ripensamenti”.

Il prossimo appuntamento e le informazioni utili

Dopo le due serate con Menon, la sala TSF ospiterà anche il laboratorio-palestra teatrale “Lingua Madre”, in programma sabato 30 e domenica 31 maggio. A condurlo saranno Nicoletta Oscuro e Hugo Samek, in un percorso pensato per chi vuole sperimentare il teatro attraverso il corpo e la propria lingua madre.

Per biglietti, dettagli sull’evento e prenotazioni è possibile contattare il numero 392 327 3719; la prenotazione è consigliata. Per il laboratorio del fine settimana, invece, informazioni e iscrizioni si raccolgono al 3288746129.

Il Teatri Stabil Furlan, nato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine e riconosciuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, riunisce realtà culturali e teatrali del territorio con l’obiettivo di produrre e diffondere spettacoli professionali legati alla lingua e alla cultura friulana. Anche per questo l’appuntamento di Torreano assume un significato che va oltre la semplice proposta di cartellone: è un invito a rileggere, attraverso la scena, una memoria ancora viva nel Friuli.

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