Timavo dal mare, estate 2026: tornano le uscite in barca tra Duino, Monfalcone e San Giovanni in Tuba
Dal 29 giugno al 5 settembre navigazioni tre volte a settimana con imbarco al Villaggio del Pescatore: percorso di circa tre ore, biglietto a 40 euro.
L’estate sul litorale del Friuli Venezia Giulia si arricchisce con un itinerario che mette insieme paesaggio, memoria e navigazione. Tra fine giugno e inizio settembre 2026 ripartono le escursioni in barca dedicate al Timavo, con un percorso che tocca alcuni dei luoghi più riconoscibili tra Duino Aurisina e l’area di Monfalcone.
L’iniziativa, intitolata “Navigando il Timavo: il fiume che unisce popoli e territori”, propone un viaggio pensato sia per chi vive in regione sia per chi la visita nei mesi estivi. A promuoverla è Marina Timavo – Cantiere Nautico, che punta a valorizzare un tratto di costa dove natura, storia locale e identità del territorio si intrecciano in modo particolarmente evidente.
Come si svolgono le uscite
Le partenze sono previste dal 29 giugno al 5 settembre 2026, sempre alle 10, nelle giornate di lunedì, mercoledì e sabato. Il punto di imbarco è il Villaggio del Pescatore, località da cui prende avvio l’intero tragitto via mare.
La durata complessiva dell’esperienza è di circa tre ore. Al termine è previsto il rientro al punto di partenza con un aperitivo conclusivo. Il costo fissato per partecipare è di 40 euro a persona.
Un itinerario che unisce costa, porto e risorgive
Dopo l’uscita dal Villaggio del Pescatore, la navigazione segue la costa di Duino e consente di osservare dal mare il Castello di Duino e le falesie che caratterizzano questo tratto del litorale. Il percorso prosegue poi verso Monfalcone e la sua area portuale.
Nel corso dell’itinerario è prevista anche la vista delle grandi navi in costruzione negli stabilimenti Fincantieri, uno degli elementi che rendono questa proposta diversa da una semplice gita panoramica. Alla componente naturalistica si affianca infatti anche quella produttiva e industriale del territorio.
La tappa più simbolica resta però quella delle risorgive del Timavo, luogo centrale nella geografia e nell’immaginario del Carso. Qui il percorso si collega alla chiesa di San Giovanni in Tuba, con un racconto che richiama il valore storico del sito e la tradizione legata al Lacus Timavi.
In questa parte della visita i partecipanti vengono accompagnati da due guide in abiti dell’antica Roma, chiamate a introdurre il contesto storico del luogo. Il Timavo viene raccontato anche nella sua particolarità idrogeologica, con il lungo tratto sotterraneo nel Carso prima del riaffiorare a poca distanza dal mare.
Il progetto e la continuità con gli anni scorsi
La presentazione dell’edizione 2026 si è svolta il 25 giugno al Rifugio Rilke. A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Maurizio Lenarduzzi, proprietario di Marina Timavo – Cantiere Nautico, che ha confermato la volontà di proseguire un lavoro costruito nel tempo attorno al Timavo come elemento identitario di quest’area di confine.
Durante l’incontro è stato ricordato anche Serafino Marchio Lunet, ideatore e coordinatore storico del progetto fino allo scorso anno. La scelta degli organizzatori è stata quella di portare avanti questa esperienza mantenendone l’impostazione di fondo.
Alla presentazione erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, tra cui il sindaco di Duino Aurisina Igor Gabrovec, il sindaco di Monfalcone Luca Fasan, il luogotenente Alessandro Chiarella per la Guardia di Finanza, il maggiore Manuel Curreri, comandante della Compagnia Carabinieri di Aurisina, e Alessio Visintin, ispettore della Polizia di Stato in servizio nell’area triestina.
Informazioni per partecipare
Le prenotazioni e le richieste di informazioni vengono raccolte da Ticket Point Trieste, in Galleria Rossoni, al numero 040 3498276. Per il territorio friulano si tratta di una proposta che mette in rete costa, storia e ambiente in uno dei punti più particolari della regione, seguendo il filo del Timavo dal mare fino ai suoi luoghi più noti.
Il calendario copre l’intero cuore della stagione estiva e offre una possibilità in più a chi cerca un modo diverso per leggere questo angolo di Friuli Venezia Giulia, non solo come destinazione balneare ma come paesaggio da attraversare e capire.