Da Roma un nuovo passaggio per la Carta di Lorenzo: il modello nato in Friuli entra nel confronto nazionale

Al Festival sulla sicurezza sul lavoro presentata l’esperienza costruita in Friuli Venezia Giulia dopo la morte di Lorenzo Parelli.

25 giugno 2026 15:30
Da Roma un nuovo passaggio per la Carta di Lorenzo: il modello nato in Friuli entra nel confronto nazionale -
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Il percorso avviato in Friuli Venezia Giulia dopo la morte di Lorenzo Parelli continua a essere portato come riferimento nel dibattito nazionale sulla sicurezza. A Roma, nella giornata del 25 giugno 2026, la Regione ha riportato al centro del confronto pubblico la Carta di Lorenzo, oggi trasformata in un programma stabile che coinvolge scuola, formazione, imprese e parti sociali.

L’occasione è stata il Festival internazionale della salute e sicurezza sul lavoro, in corso nella capitale fino a domani all’Istituto Patristicum Augustinianum. Nel panel dedicato alla Carta di Urbino e alla Carta di Lorenzo è intervenuta l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, alla presenza anche di Dino Parelli ed Elena Dentesano, genitori dello studente friulano.

Per il Friuli Venezia Giulia il tema non è rimasto confinato alla memoria di una tragedia che ha segnato profondamente il territorio. La Carta, nata nel primo anniversario della morte del giovane, è diventata dal 2023 una base operativa per iniziative concrete sostenute con fondi europei e risorse della Regione.

Sicurezza sul lavoro, a Roma il Friuli Venezia Giulia rilancia la Carta di Lorenzo
Sicurezza sul lavoro, a Roma il Friuli Venezia Giulia rilancia la Carta di Lorenzo

Un progetto costruito con scuole, lavoro e istituzioni

Nel corso dell’incontro romano è stato ribadito che il documento non è stato pensato come semplice manifesto. In questi anni, infatti, è stato utilizzato per organizzare percorsi formativi e azioni condivise tra sistema scolastico, formazione professionale, università, sanità e mondo produttivo.

L’impostazione scelta in Friuli Venezia Giulia punta a rafforzare la cultura della prevenzione attraverso una responsabilità diffusa, che chiama in causa non soltanto le regole ma anche il comportamento quotidiano di tutti i soggetti coinvolti. La sottoscrizione della Carta da parte dell’Ufficio scolastico regionale, delle istituzioni competenti, delle parti sociali e dei ministeri del Lavoro e dell’Istruzione ha dato al percorso un carattere permanente.

Il metodo friulano: verifiche periodiche e formazione

Uno degli aspetti messi in evidenza riguarda il metodo adottato dalla Regione. Il piano pluriennale degli interventi e dei percorsi formativi viene rivisto ogni sei mesi insieme ai firmatari, con l’obiettivo di aggiornare contenuti e priorità senza lasciare il documento fermo ai principi iniziali.

Rosolen ha richiamato in particolare la necessità di tradurre quei principi in strumenti utili e riconoscibili. Tra i punti indicati figurano la multidisciplinarietà, il ruolo della comunità educativa e lavorativa e la preparazione di chi poi deve trasmettere competenze, a partire dalla formazione dei formatori.

Nell’intervento è stato anche sottolineato come il mercato del lavoro stia cambiando rapidamente sotto la spinta della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dell’uso dei dati. In questo quadro, è stato osservato, la tutela della salute e della sicurezza richiede nuove consapevolezze accanto ai diritti, con un richiamo esplicito al senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Il peso del Friuli Venezia Giulia nel lavoro fatto nelle scuole

Dal panel romano è emerso anche il ruolo svolto dal Friuli Venezia Giulia sul versante scolastico. La Regione ha ricordato di essere stata la prima in Italia a finanziare integralmente percorsi dedicati a salute e sicurezza dentro il sistema dell’istruzione.

Per il territorio friulano questo passaggio ha un valore che va oltre l’aspetto tecnico. L’obiettivo dichiarato è far entrare la sicurezza nel percorso educativo come elemento stabile, non come adempimento occasionale, così da costruire una sensibilità condivisa già negli anni della formazione.

Il confronto con la Carta di Urbino

Nel dibattito ospitato a Roma spazio anche al legame ideale con la Carta di Urbino, elaborata nel 2023 dall’Osservatorio Olympus dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo insieme alla Fondazione Nazionale Sicurezza Rubes Triva e aperta alla sottoscrizione di chi si riconosce nei suoi contenuti.

Sicurezza sul lavoro, a Roma il Friuli Venezia Giulia rilancia la Carta di Lorenzo
Sicurezza sul lavoro, a Roma il Friuli Venezia Giulia rilancia la Carta di Lorenzo

Il confronto tra i due documenti ha offerto l’occasione per misurare come strumenti nati in contesti diversi possano contribuire alla stessa direzione: rendere la sicurezza sul lavoro un impegno concreto e continuo. Per il Friuli Venezia Giulia, la Carta di Lorenzo resta così non solo un simbolo, ma una linea di lavoro che continua a svilupparsi anche fuori dai confini regionali.

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