Terreni privati a rischio, dal Friuli Venezia Giulia 750 mila euro per progetti e lavori nel 2026

La Regione apre i contributi per proprietari, imprese e professionisti con fondi colpiti da ordinanze comunali di messa in sicurezza.

12 settembre 2026 23:15
Terreni privati a rischio, dal Friuli Venezia Giulia 750 mila euro per progetti e lavori nel 2026 -
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Non solo opere pubbliche: una parte della prevenzione contro frane e cedimenti passa anche dai terreni privati. Per il 2026 la Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 750 mila euro destinati proprio agli interventi di sistemazione nelle aree esposte a rischio idrogeologico.

La misura interessa i proprietari e i comproprietari di fondi per i quali il Comune abbia già emesso un'ordinanza che impone lavori di messa in sicurezza. L'obiettivo è sostenere economicamente chi deve intervenire su situazioni già riconosciute come critiche dal punto di vista del territorio.

L'annuncio è stato dato dall'assessore regionale competente Cristina Amirante, che ha richiamato il ruolo dei terreni privati nella tenuta complessiva del suolo, accanto agli interventi realizzati dagli enti pubblici nelle zone più delicate.

Le risorse previste dal bando

Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale divide i fondi in due capitoli. Alla progettazione sono riservati 110 mila euro, mentre 640 mila euro andranno alla realizzazione concreta delle opere necessarie.

Per ciascuna domanda, il sostegno economico potrà arrivare fino a 10 mila euro per la parte progettuale e fino a 60 mila euro per i lavori. L'assegnazione avverrà attraverso una graduatoria, quindi le richieste saranno valutate e ordinate secondo i criteri fissati dal bando.

A chi si rivolge la misura

Possono presentare domanda persone fisiche, imprese e liberi professionisti, a condizione che siano proprietari o comproprietari di terreni situati in aree con pericolo idrogeologico e già interessati da un provvedimento comunale specifico.

Si tratta quindi di un intervento pensato per casi non generici, ma già formalizzati dagli enti locali. Il contributo copre sia la fase tecnica iniziale, necessaria per impostare l'intervento, sia la successiva esecuzione delle opere sul fondo.

In Friuli il tema resta particolarmente sentito anche dopo le recenti ondate di maltempo, che hanno riportato l'attenzione sulla vulnerabilità di versanti, scarpate e terreni esposti a smottamenti o cedimenti.

Domande via PEC e tempi da rispettare

La richiesta dovrà essere trasmessa tramite posta elettronica certificata alla Direzione centrale infrastrutture e territorio. Nel materiale diffuso dalla Regione non compare l'indirizzo PEC completo, che dovrà quindi essere verificato nei documenti ufficiali del bando.

Una volta ottenuto il finanziamento ed eseguiti gli interventi, la rendicontazione dovrà essere consegnata entro 12 mesi dalla conclusione dei lavori. Un passaggio essenziale per confermare il contributo e chiudere correttamente la pratica amministrativa.

Per molti proprietari friulani che si trovano a dover affrontare opere costose su terreni fragili, il bando rappresenta un sostegno concreto su un fronte che spesso incide direttamente sulla sicurezza delle abitazioni, delle strade vicine e dell'equilibrio del territorio.

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