IL CASO

Tarcento, una controversia fiscale minima diventa un caso politico: conto finale vicino ai 20 mila euro

In Consiglio comunale esplode lo scontro dopo la sentenza della Cassazione. L’opposizione chiede chiarimenti su costi, scelte legali e ricadute sul bilancio.

28 ottobre 2026 16:00
Tarcento, una controversia fiscale minima diventa un caso politico: conto finale vicino ai 20 mila euro -
Condividi

Nel Consiglio comunale di Tarcento è esploso un nuovo fronte di polemica attorno a una vicenda tributaria che, partita da una richiesta di circa 1.300 euro, si è trasformata in un caso politico e contabile ben più pesante per le casse pubbliche.

Il nodo è arrivato in aula con il riconoscimento di un debito fuori bilancio, dopo l’esito definitivo della causa in Cassazione. Ed è proprio su questo passaggio che l’opposizione ha concentrato le contestazioni, parlando di un costo complessivo che sfiorerebbe i 20 mila euro tra spese legali, sanzioni e attività sostenute dall’ente nei diversi gradi di giudizio.

La vicenda partita dal rimborso di un tributo

All’origine c’è il ricorso di un cittadino di Tarcento convinto di non dover corrispondere una quota di imposta, alla luce di una pronuncia della Corte costituzionale che aveva dichiarato illegittimo l’obbligo di identità di residenza per entrambi i coniugi.

Il contribuente, dopo aver versato la somma richiesta, ha domandato la restituzione di quanto riteneva non dovuto. La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Trieste gli ha dato ragione. Il Comune ha però scelto di impugnare la decisione, senza successo nemmeno nel secondo grado.

Nonostante i due esiti sfavorevoli, la controversia è proseguita fino alla Corte di Cassazione, con l’affidamento dell’incarico all’avvocato Nussi di Trieste.

Il passaggio in Cassazione e la condanna

Secondo quanto emerso nel dibattito consiliare, la stessa Cassazione avrebbe invitato l’ente a valutare la rinuncia alla lite attraverso una definizione agevolata. Il Comune, invece, ha proseguito nel giudizio.

L’esito finale è stato ancora sfavorevole per l’amministrazione comunale. Oltre alla sconfitta, è arrivata anche una condanna al pagamento di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende per responsabilità aggravata, richiamando l’articolo 96, comma 4, del codice di procedura civile.

Le accuse dell’opposizione in aula

Nel corso della seduta, i consiglieri di minoranza hanno attaccato con toni duri la gestione della pratica. Walter Tomada ha contestato la sproporzione tra l’importo iniziale richiesto al cittadino e l’esborso che ora ricadrebbe sulla collettività tarcentina.

Anna Toffoletti ha puntato l’attenzione sulle responsabilità politiche e amministrative della scelta di andare avanti anche dopo due pronunce contrarie e dopo il suggerimento arrivato dalla Suprema Corte. Tra le domande poste in aula anche quelle relative ai costi effettivi sostenuti dal Comune e alle modalità con cui sarebbe stato individuato il legale incaricato per il terzo grado di giudizio.

Su questo versante, l’opposizione ha riferito di non aver ottenuto risposte dal sindaco durante il confronto consiliare.

Il tema del bilancio e il voto contrario di Miconi

Un altro punto sollevato in aula riguarda i documenti di bilancio approvati il 9 luglio 2026. Il consigliere Prisciano ha evidenziato che, nonostante la sentenza della Cassazione fosse già stata pubblicata l’11 maggio 2026, nella deliberazione sugli equilibri di bilancio si dava atto dell’assenza di debiti fuori bilancio e di passività potenziali probabili.

La questione ha avuto anche un riflesso politico interno alla maggioranza. Il capogruppo della Lega Alessandro Miconi ha infatti votato contro, schierandosi insieme all’opposizione. In aula ha motivato la sua posizione dichiarando di non condividere atti che, a suo giudizio, producono spese inutili a danno dei cittadini di Tarcento.

Gli sviluppi annunciati dopo la seduta

La delibera dovrà essere trasmessa alla Procura della Corte dei Conti, come previsto dalla normativa. La minoranza ha inoltre formalizzato una richiesta relativa alla competenza territoriale, sostenendo che il fascicolo non dovrebbe essere trattato a Trieste ma a Bolzano, in relazione ai ruoli ricoperti in passato dall’allora segretario comunale Marco Coiz, oggi magistrato presso la Corte dei conti di Trieste.

Al termine della discussione, lo stesso Prisciano è tornato sul caso anche sui social, rivendicando la compattezza dell’opposizione consiliare negli ultimi anni e lasciando intendere un coinvolgimento attivo in vista delle prossime elezioni comunali. A Tarcento, intanto, una vicenda nata da un contenzioso di importo limitato continua a produrre effetti ben più ampi sul piano politico e amministrativo.

Segui Prima Friuli