Tarcento, la Casa di comunità allarga l’offerta: specialisti già presenti e 132 ore potenziali per i medici di famiglia
Confronto tra Regione, Asufc e sindaci del Tarcentino: nella struttura sono già operativi servizi sanitari e sociosanitari, previsto anche il completamento degli spazi esterni.
Per i residenti del Tarcentino la riorganizzazione dell’assistenza di prossimità sta già prendendo forma dentro la Casa di comunità di Tarcento, dove una parte dei servizi è partita e dove, sul fronte della medicina di famiglia, il potenziale stimato arriva a 132 ore settimanali.
Il punto è emerso nel confronto tra l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, i sindaci dell’area, il direttore generale di Asufc Denis Caporale e i referenti del Distretto. Al centro della riunione, lo stato di avanzamento del presidio territoriale e il suo ruolo nella rete sanitaria locale.
L’impostazione illustrata dalla Regione punta su un sistema in cui il numero 116117 ha la funzione di primo orientamento, mentre le Case di comunità diventano il luogo fisico dove il cittadino può trovare risposte sanitarie, sociosanitarie e sociali senza doversi spostare lontano dal proprio territorio.
I servizi che Tarcento ha già in funzione
Nella sede sono già attivi l’ambulatorio dedicato alle cure primarie per i bisogni che richiedono tempi rapidi, l’ambulatorio infermieristico, il servizio vaccinale, l’assistenza farmaceutica integrativa e il Punto unico di accesso, pensato per accompagnare le persone verso il servizio più adatto.
Accanto a queste attività, la struttura ospita anche prestazioni specialistiche in diverse branche, tra cui otorinolaringoiatria, dermatologia, neurologia, geriatria, odontoiatria e fisiatria. Sono inoltre presenti i servizi dell’area materno-infantile, il consultorio, l’assistenza infermieristica a domicilio, le attività oncologiche e alcuni percorsi di prevenzione rivolti ai più piccoli.
Nei giorni feriali l’ambulatorio di cure primarie viene garantito con la presenza congiunta di medico e infermiere attraverso un modello di coprogettazione. Di notte e nei fine settimana subentra invece la continuità assistenziale, che copre anche gli interventi a domicilio.
Il passaggio decisivo riguarda i medici di medicina generale
Uno degli aspetti ancora da definire pienamente riguarda l’inserimento dei medici di famiglia nel nuovo assetto. Durante l’incontro è stato ricordato che il quadro normativo nazionale prevede oggi la loro partecipazione alle attività delle Case di comunità, superando la fase in cui l’adesione era lasciata alla volontarietà.
La Regione sta lavorando con le organizzazioni sindacali per costruire le modalità operative. L’obiettivo indicato è arrivare entro ottobre 2026 a una definizione delle intese, così da rendere compatibile il lavoro nelle nuove strutture territoriali con quello che i medici continuano a svolgere nei rispettivi studi.
Per Tarcento, il dato delle 132 ore settimanali potenzialmente disponibili offre una misura della capacità che la struttura potrebbe esprimere una volta completato il percorso organizzativo. Si tratta di una stima legata all’attuale presenza dei medici e alle diverse tipologie di incarico in essere.
Cosa cambia per il territorio del Tarcentino
L’idea di fondo è costruire una rete capace di intercettare il bisogno, orientarlo e indirizzarlo verso la risposta più appropriata, evitando di concentrare sull’emergenza situazioni che possono essere seguite a livello territoriale. Per un’area come il Tarcentino, questo significa avere un riferimento più vicino e strutturato per una parte crescente dell’assistenza quotidiana.
Nel dibattito locale resta però aperto anche il tema dell’accessibilità della struttura, questione già emersa nei mesi scorsi in relazione agli spazi e ai collaudi. È un nodo che accompagna la fase di consolidamento del presidio, insieme alla necessità di rendere sempre più chiaro ai cittadini come utilizzare i diversi servizi disponibili.
I prossimi passaggi annunciati
Il percorso non si ferma ai servizi già partiti. È previsto infatti il trasferimento graduale nella Casa di comunità di altre attività che oggi si trovano in sedi diverse del territorio, con l’obiettivo di concentrare in un unico polo una quota più ampia dell’assistenza di prossimità.
Tra gli interventi programmati c’è anche il secondo lotto dei lavori, che riguarda la sistemazione delle aree esterne e la realizzazione dei parcheggi. Un elemento pratico, ma centrale per rendere più agevole l’accesso alla struttura da parte dell’utenza del Tarcentino.
La Regione ha inoltre annunciato un nuovo passaggio informativo nei Comuni dell’area, con incontri rivolti alla popolazione per spiegare in modo concreto quali servizi sono presenti nella Casa di comunità di Tarcento, come si accede e quali risposte può offrire il presidio.