Tagliamento, nuovo passaggio sul piano di bacino: a Latisana già chiusi interventi e altri cantieri in agenda
Nel confronto pubblico in città la Regione ha aggiornato tempi e priorità: opere concluse sugli argini, ponte da ripensare e studio esteso a tutto il fiume.
Il futuro della sicurezza idraulica del Tagliamento passa da un documento che, per la prima volta, guarda all’intero corso del fiume in modo unitario. È questo l’aggiornamento emerso a Latisana durante l’incontro dedicato agli studi e ai progetti di mitigazione del rischio, nel calendario delle iniziative legate al sessantesimo anniversario delle alluvioni del 1965 e del 1966.
Nel corso dell’appuntamento, l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro ha indicato come snodo centrale l’affidamento del Docfap sull’intero bacino idrografico del Tagliamento, cioè il documento che mette a confronto le possibili soluzioni progettuali per contenere gli effetti delle piene.
Per il territorio della Bassa friulana il tema ha un peso immediato, perché accanto alla pianificazione generale restano aperte questioni concrete: le opere già realizzate, quelle da appaltare e i tempi con cui dovranno essere portati avanti gli interventi ritenuti prioritari.
Latisana tra lavori finiti e opere ancora da definire
Nel Comune di Latisana un tassello importante è stato completato alla fine del 2023 con la diaframmatura degli argini in sinistra idrografica, nel tratto compreso dall’area dell’ospedale fino oltre Gorgo. L’intervento, secondo quanto ricordato durante l’incontro, ha superato gli 11 milioni di euro.
Tra i dossier aperti c’è poi il ponte stradale tra Latisana e San Michele al Tagliamento. La Regione ha richiamato la predisposizione del piano di fattibilità tecnico-economica per il rialzo dell’infrastruttura, un’opera dal valore superiore ai 40 milioni di euro sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica insieme alla Regione.
Accanto a questo capitolo rientrano anche altri interventi sul tratto terminale del fiume e ulteriori opere di riduzione del rischio, per circa 9 milioni di euro. L’indicazione fornita è che gli affidamenti possano arrivare entro la fine del 2026.
Uno studio unico dal medio corso alla foce
Il confronto non riguarda soltanto l’area di Latisana. Nel medio corso del Tagliamento, tra Dignano e Spilimbergo, la Regione sta esaminando le diverse ipotesi per la laminazione delle piene, con l’obiettivo di inserirle dentro una valutazione complessiva e non per singoli tratti separati.
Il Docfap dovrà proprio servire a questo: raccogliere scenari diversi, metterli a confronto sul piano tecnico e valutarne effetti, limiti e benefici lungo tutto il bacino. Nel percorso annunciato resta anche il confronto con i territori e con gli esperti indicati dai Comuni rivieraschi.
Secondo quanto riferito dall’assessore, il cronoprogramma al momento sta procedendo nei tempi previsti. Il nodo, per le amministrazioni locali e per chi vive lungo il fiume, è capire quali scelte verranno poi tradotte in opere e con quale priorità.
Il richiamo alla memoria recente della città
Durante l’incontro a Latisana è stato ricordato anche il dramma avvenuto di recente in città, dove una donna ha perso la vita dopo essere rimasta bloccata con l’auto in un sottopasso allagato. Un episodio richiamato come segnale della fragilità del territorio di fronte agli eventi estremi.
Scoccimarro ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima, ribadendo che la protezione assoluta non esiste, ma che prevenzione, riduzione del rischio e tutela delle persone devono restare al centro delle decisioni pubbliche.
Il valore del passaggio annunciato dalla Regione
Nel messaggio politico e tecnico emerso dall’appuntamento di Latisana c’è l’idea di un cambio di scala: dopo decenni di studi, la Regione considera l’avvio del documento di fattibilità sull’intero bacino come un passaggio mai compiuto prima in modo così esteso.
Per una comunità come quella latisanese, che convive con il tema delle piene e delle vulnerabilità infrastrutturali, il punto non è soltanto la memoria delle grandi alluvioni del passato. La partita riguarda soprattutto i prossimi anni, tra progettazione, affidamenti e scelte che dovranno incidere in modo concreto sulla sicurezza del territorio.