Tagliamento, da Spilimbergo parte un appello unitario dei Comuni: sala piena al Cinema Castello

In più di 200 all’incontro pubblico del 17 luglio: al centro sicurezza del fiume, opere previste, NBS e il confronto mancato con la Regione.

19 luglio 2026 16:48
Tagliamento, da Spilimbergo parte un appello unitario dei Comuni: sala piena al Cinema Castello -
Condividi

Più che una semplice assemblea, a Spilimbergo si è vista una richiesta precisa: riportare il futuro del Tagliamento dentro un confronto condiviso tra Comuni, tecnici e cittadini. Venerdì 17 luglio 2026 il Cinema Castello ha accolto oltre 200 persone per l’incontro pubblico “Il futuro del Tagliamento è a un bivio”.

L’appuntamento, promosso da Noi Siamo Tagliamento – Ridare spazio ai fiumi insieme a Legambiente FVG e all’Associazione per la Terza Ricostruzione, ha rimesso al centro una questione che in Friuli resta decisiva: come coniugare tutela del territorio, riduzione del rischio idraulico e rispetto dell’equilibrio ambientale del fiume.

A segnare la serata è stata anche un’assenza politica rilevante. Al dibattito non hanno preso parte assessori e vertici della Regione Friuli Venezia Giulia, mentre tra il pubblico erano presenti i consiglieri regionali Capozzi, Honsell, Moretuzzo, Carli e Conficoni. La conduzione dell’incontro è stata affidata al giornalista e scrittore Umberto Sarcinelli.

Tagliamento, a Spilimbergo confronto tra sindaci sul futuro del fiume: oltre 200 presenti
Tagliamento, a Spilimbergo confronto tra sindaci sul futuro del fiume: oltre 200 presenti

I Comuni cercano una linea comune

Il passaggio più osservato è stato quello tra i sindaci dei territori toccati dal Tagliamento. Al centro non tanto lo scontro tra aree diverse del corso del fiume, quanto la possibilità di costruire una posizione condivisa sulle scelte da compiere nei prossimi anni.

Il sindaco di Latisana Lanfranco Sette ha difeso il percorso del DOCFAP, scegliendo però toni di dialogo e riconoscendo la necessità di tenere aperto il confronto con gli altri amministratori. Un intervento che, nel clima della serata, è stato letto come un segnale di disponibilità al confronto.

Da Dignano e Spilimbergo sono arrivate richieste convergenti. I sindaci Giambattista Turridano ed Enrico Sarcinelli hanno insistito sulla necessità di trovare misure ritenute efficaci per la sicurezza delle comunità, evitando allo stesso tempo soluzioni che possano alterare in modo pesante il sistema fluviale. Entrambi hanno indicato come prioritaria l’apertura di un tavolo tra amministrazioni.

Le osservazioni di cittadini, tecnici e associazioni

In apertura Fabio Masotti, per Noi Siamo Tagliamento, ha ripercorso il lavoro svolto dal gruppo civico e ha chiesto ai sindaci di presentarsi con una posizione unitaria davanti all’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali. Tra i punti messi sul tavolo c’è l’inserimento delle NBS, le soluzioni basate sulla natura, all’interno della pianificazione.

Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente FVG, ha richiamato il percorso della campagna FreeTagliamento: dalla petizione internazionale sostenuta anche da esponenti del mondo scientifico fino alle attività di monitoraggio civico sviluppate negli ultimi tempi. Nel suo intervento ha criticato la scarsa attenzione istituzionale verso approcci alternativi nella gestione del fiume.

Le perplessità sulle opere previste

La parte più tecnica è stata affidata all’ingegner Giorgio Damiano, intervenuto per Noi Siamo Tagliamento. Il suo contributo ha ricostruito il percorso delle opere in alveo a partire dalla delibera regionale 530 del 2024 fino al Documento di fattibilità delle alternative progettuali.

Secondo Damiano, il cammino seguito finora non chiarisce fino in fondo quale spazio reale venga riconosciuto alle soluzioni basate sulla natura. Durante la serata sono stati mostrati anche i rendering della traversa prevista a Dignano, illustrati come traduzione tecnica dei contenuti presenti nel Documento preliminare all’avvio della progettazione allegato alla delibera regionale.

Lo sguardo si sposta sul piano 2027-2033

Nelle conclusioni il professor Sandro Fabbro, dell’Associazione per la Terza Ricostruzione, ha invitato le amministrazioni a non concentrare tutto il confronto sulla procedura del DOCFAP, considerata una strada che potrebbe non produrre risultati utili. L’indicazione emersa è quella di aprire un rapporto diretto con l’Autorità di Bacino.

Il riferimento è al terzo ciclo del Piano di gestione del rischio alluvioni, il PGRA 2027-2033, ritenuto il passaggio nel quale chiedere un cambio di impostazione. Da Spilimbergo, dunque, esce un messaggio politico chiaro: i sindaci hanno mostrato disponibilità a discutere pubblicamente del futuro del Tagliamento, mentre l’assenza della Giunta regionale ha lasciato un vuoto evidente in un confronto sentito da amministratori, associazioni e cittadini friulani.

Tagliamento, a Spilimbergo confronto tra sindaci sul futuro del fiume: oltre 200 presenti
Tagliamento, a Spilimbergo confronto tra sindaci sul futuro del fiume: oltre 200 presenti

Per il territorio friulano il nodo resta aperto, ma la serata ha rimesso in fila una priorità: le decisioni sul Tagliamento chiedono un percorso trasparente, condiviso e capace di tenere insieme sicurezza e identità del fiume.

Segui Prima Friuli