Stufe a biomassa, promessa copertura per tutte le domande in Friuli Venezia Giulia
Ritirata in Consiglio regionale la proposta di Avs dopo l’annuncio di risorse ministeriali. Resta l’attenzione sui tempi di arrivo dei fondi.
Per chi attende il contributo regionale per sostituire vecchie stufe e caldaie a biomassa, la novità è politica ma con effetti molto concreti: la copertura per far scorrere tutte le domande presentate sarebbe stata assicurata da un finanziamento ministeriale annunciato in Aula.
Su questa base Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, ha deciso di ritirare l’emendamento depositato durante l’esame del ddl 95. La scelta, ha spiegato, arriva dopo la rassicurazione sul fatto che le risorse necessarie non saranno più cercate all’interno del provvedimento regionale ma arriveranno da Roma.
Il passaggio in Consiglio e il ritiro dell’emendamento
Nella nota diffusa il 15 ottobre, Pellegrino ha chiarito che il passo indietro è legato all’annuncio di un consistente stanziamento ministeriale destinato a coprire il fabbisogno aggiuntivo del bando. L’obiettivo, nelle intenzioni dichiarate, è consentire il completo scorrimento delle richieste rimaste fuori per esaurimento delle disponibilità iniziali.
La consigliera ha collegato direttamente questa decisione alle parole dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente e energia, Fabio Scoccimarro, che ha indicato l’arrivo di fondi dal Ministero per sostenere integralmente la misura.
Le famiglie in attesa e il peso del bando sul territorio
Il tema riguarda molte famiglie friulane che avevano presentato domanda per rottamare impianti datati e passare a soluzioni meno impattanti. Secondo Pellegrino, il punto centrale è sempre stato dare una risposta rapida a chi era rimasto escluso non per mancanza di requisiti, ma perché il plafond disponibile si era esaurito.
Nel suo intervento politico, l’esponente di Avs ha sostenuto che la proposta emendativa serviva a colmare un fabbisogno di diversi milioni di euro, con ricadute particolarmente importanti per le graduatorie nei territori di Udine e Pordenone.
Il nodo adesso sono i tempi
Se da un lato il ritiro dell’emendamento segnala una presa d’atto della copertura annunciata, dall’altro non si chiude la partita. Pellegrino ha infatti precisato che il monitoraggio proseguirà, soprattutto sui tempi effettivi di trasferimento delle risorse e sulla successiva trasformazione degli stanziamenti in atti concreti per i cittadini.
Il punto, in sostanza, è verificare che l’impegno politico venga seguito rapidamente dai passaggi amministrativi. Solo allora le famiglie in graduatoria potranno vedere sbloccati i decreti di liquidazione collegati al bando.
La linea di Avs sulla transizione
Nel commentare la vicenda, la consigliera ha ribadito che una misura di transizione ecologica ha senso solo se accompagnata da strumenti reali e accessibili. Per questo, pur accogliendo positivamente l’annuncio dell’esecutivo regionale, Avs mantiene una posizione di vigilanza sull’intero iter.
La stessa Pellegrino ha aggiunto che, se il finanziamento ministeriale dovesse subire ritardi o non tradursi in risultati concreti, la questione tornerà sul tavolo politico nei prossimi provvedimenti utili. Per le famiglie del Friuli Venezia Giulia, dunque, il passaggio decisivo resta ora quello dell’arrivo effettivo dei fondi promessi.