Staranzano, weekend di suoni senza confini: a DobiaLab arrivano tre progetti tra Ungheria e territorio isontino
Il 22 e 23 maggio la rassegna LIVE! porta a Staranzano concerti, un laboratorio pomeridiano e un dialogo musicale tra scena ungherese e area di confine.
Staranzano si prepara a due serate che mettono al centro la ricerca sonora e l'incontro tra esperienze diverse dell'area di confine. Venerdì 22 e sabato 23 maggio DobiaLab ospita un nuovo passaggio di LIVE! Musiche di Sconfine, rassegna arrivata alla diciassettesima edizione e costruita attorno al confronto tra artisti del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia e di altri contesti europei.
Per il pubblico dell'Isontino l'appuntamento rappresenta una delle tappe locali del festival, con concerti fissati alle 21 e una proposta che attraversa linguaggi differenti: dal punk indipendente al postfolk, fino a sonorità vicine al dream pop. La sede è quella dell'Associazione Culturale Gruppo Area di Ricerca DobiaLab, in via Vittorio Veneto 32.
L'iniziativa è promossa da DobiaLab con il sostegno di Giovani FVG, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Carigo e Comune di Staranzano. Le due date di maggio si inseriscono inoltre nella collaborazione con “Acqua per la Palestina. Rassegna musicale di raccolta fondi”, progetto dell'Associazione Benkadì APS.
Il fine settimana a Staranzano
La prima giornata, venerdì 22 maggio, non inizierà solo in serata. Alle 16 è infatti previsto il workshop “Watta e gli oltrebeats”, laboratorio musicale guidato da Walter Sguazzin insieme alla Cooperativa Sociale Thiel, pensato come momento di partecipazione prima del live serale.
Quando si passerà al palco, il cartellone proporrà i Dehidratàlt Fejek, formazione ungherese legata alla scena DIY di Budapest e al locale-spazio comunitario Kripta. Il loro set viene presentato come un incrocio tra attitudine punk e un suono ruvido, con richiami alla sensibilità indie degli esordi Flying Nun e all'urgenza del punk di fine anni Settanta.
Sabato tra dialetto, confine e Budapest
La serata di sabato 23 maggio sarà invece divisa in due esibizioni. Ad aprire sarà Toni Bruna, artista descritto dagli organizzatori come una voce nata nel confine, capace di usare il dialetto in chiave espressiva e contemporanea, lontano da ogni lettura folkloristica.
Dopo di lui toccherà alle Pletyka, progetto tutto femminile proveniente anch'esso da Budapest e vicino all'ambiente creativo di Kripta. La band porta in scena brani che uniscono atmosfera malinconica e tensione da dancefloor, affrontando anche temi legati alla vita quotidiana delle giovani donne in Ungheria.
Nel doppio appuntamento di Staranzano si ritrova così uno dei tratti più riconoscibili della rassegna: mettere a confronto la dimensione locale del confine con realtà urbane europee, lasciando che il dialogo passi attraverso la musica e non attraverso etichette rigide.
Una rassegna che attraversa l'area isontina
LIVE! Musiche di Sconfine prosegue tra aprile e giugno con sette appuntamenti distribuiti tra il Goriziano e la vicina Slovenia. L'obiettivo del progetto resta quello di favorire relazioni culturali e artistiche in un territorio che da anni vive il tema della prossimità tra Paesi come occasione di scambio.
Dopo le date di Staranzano, il calendario prevede un nuovo incontro sabato 30 maggio a Gorizia, alle 19, al circolo ARCI Gong. Seguiranno poi l'appuntamento del 1 giugno alle 20.30 a Sagrado, nel Parco Alimonda, e quello del 4 giugno alle 20 al municipio di Nova Gorica.
La chiusura della manifestazione è prevista sabato 13 giugno a Tolmino, in apertura degli eventi del Sajeta Art & Music Festival. Nel percorso di questa edizione collaborano anche Kud Morgan, Ubrane Note, Arci Bar Sport e Zavod Gong, accanto ad altre realtà che operano stabilmente nell'area transfrontaliera.
Il senso del progetto per il territorio
Il festival è nato nel 2009 da un'idea del Gruppo Area di Ricerca DobiaLab insieme all'allora Provincia di Gorizia e al forum Giovani della Provincia di Gorizia. Da allora la formula ha mantenuto una linea precisa: offrire spazio a giovani musicisti e a forme di sperimentazione contemporanea, con particolare attenzione alla fascia più giovane del pubblico.
Il direttivo di DobiaLab ribadisce che la rassegna vuole rafforzare la cooperazione culturale e giovanile nell'area dell'Isonzo e nei territori vicini, promuovendo integrazione, amicizia tra Paesi e occasioni concrete di incontro. In questo quadro, le due serate di Staranzano si confermano come uno dei passaggi più rappresentativi del festival, perché tengono insieme identità locali, apertura internazionale e nuove proposte artistiche.