Riciclo degli imballaggi in acciaio, il Friuli Venezia Giulia corre più della media italiana
Nella regione la raccolta arriva a 5 chili per abitante, sopra il dato nazionale di 4,8. In Italia superato già nel 2025 il target Ue previsto per il 2030.
Il Friuli Venezia Giulia si colloca sopra la media nazionale nella raccolta degli imballaggi in acciaio. Il dato che emerge dal bilancio diffuso da RICREA indica infatti 5 chili per abitante all’anno nella nostra regione, un valore più alto rispetto ai 4,8 chili registrati complessivamente in Italia.
È un risultato che inserisce il territorio regionale tra quelli più efficaci nella capacità di intercettare questo tipo di rifiuti, dai barattoli alle scatolette, fino a bombolette, tappi, capsule, latte e fustini. Un segnale che richiama sia l’abitudine dei cittadini alla differenziata sia il funzionamento della rete di raccolta locale.
Il quadro nazionale del 2025
Su scala italiana, nel 2025 gli imballaggi in acciaio mandati a riciclo sono stati 442.666 tonnellate, con una crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Il tasso di riciclo si è fermato all’82,2%, quindi oltre la soglia dell’80% indicata dall’Unione Europea come obiettivo per il 2030.
I numeri preliminari arrivano da RICREA, consorzio nazionale della filiera dell’acciaio all’interno del sistema CONAI. Il dato assume rilievo anche perché nello stesso periodo è aumentata con forza la quantità di imballaggi immessi al consumo, salita del 10,6% e arrivata a 538.726 tonnellate.
Più raccolta differenziata e copertura più ampia
Nel corso dell’anno è cresciuta anche la raccolta complessiva, che ha toccato 511.852 tonnellate, pari a un incremento dell’1,5%. L’aumento dei volumi messi sul mercato ha inciso sulla percentuale finale di riciclo, senza però impedire al sistema di restare oltre il traguardo fissato a livello europeo.
Un altro elemento evidenziato dal consorzio riguarda l’estensione del servizio: la raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio raggiunge oggi l’89% della popolazione italiana, coinvolgendo più di 52,7 milioni di persone. A sostenere questa diffusione è anche il meccanismo delle convenzioni territoriali legate all’Accordo Quadro ANCI-CONAI.
Perché il dato friulano ha un peso
Il valore di 5 chili per abitante non è soltanto una cifra statistica. Per una regione come il Friuli Venezia Giulia rappresenta un indicatore concreto della partecipazione alla filiera del recupero e della capacità dei sistemi locali di raccogliere quantità superiori alla media del Paese.
In pratica, significa che sul territorio regionale la differenziata degli imballaggi in acciaio mostra una tenuta solida e un livello di attenzione diffuso. È un aspetto importante perché questo materiale può essere riciclato integralmente e reimmesso nel ciclo produttivo senza perdere le sue caratteristiche.
I benefici ambientali legati al riciclo
Secondo i dati preconsuntivi 2025 di RICREA su elaborazioni LCC Conai, le 442.666 tonnellate avviate a riciclo hanno prodotto un risparmio di 2,85 TWh di energia primaria. Il recupero dell’acciaio ha inoltre evitato l’impiego di 500.000 tonnellate di materia prima e la dispersione in atmosfera di 868.000 tonnellate di CO2 equivalente.
Federico Fusari, direttore generale di RICREA, sottolinea come l’Italia confermi un modello avanzato di economia circolare, costruito sulla collaborazione tra cittadini, istituzioni e filiera industriale. Per il consorzio, aver superato in anticipo il target europeo dimostra la solidità del sistema e la possibilità di migliorare ancora sul piano della qualità della raccolta.
Le iniziative per rafforzare la cultura del recupero
Accanto ai dati industriali e ambientali, il consorzio porta avanti anche attività di sensibilizzazione e progetti educativi dedicati alla corretta gestione dei rifiuti. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sul valore degli imballaggi in acciaio, considerati una risorsa permanente all’interno dell’economia circolare.
Questa strategia prevede anche iniziative mirate su singole regioni. Nel primo anno il focus è stato dedicato alla Liguria, con progetti nelle scuole e campagne territoriali pensate per coinvolgere i cittadini. Un’impostazione che conferma quanto, anche per territori virtuosi come il Friuli Venezia Giulia, l’informazione e le buone pratiche restino decisive per consolidare i risultati raggiunti.