Staranzano mette al centro casa e welfare: nel Monfalconese pesano gli alloggi pubblici fermi
Sala partecipata per il confronto sui bisogni del territorio: edilizia residenziale, servizi per la disabilità, nidi, sport e risorse per gli immobili del Cisi.
Nel Mandamento monfalconese il tema della casa torna a imporsi con forza, insieme a quello dei servizi sociali. A Staranzano, in un incontro pubblico che ha riunito più di cento persone tra cittadini, amministratori e realtà associative, il confronto si è concentrato sulle fragilità più avvertite nell’area: abitazioni pubbliche inutilizzate, sostegno alle famiglie, disabilità, scuole e impianti sportivi.
L’iniziativa è stata promossa dai gruppi consiliari di maggioranza del Comune di Staranzano e introdotta dal sindaco Marco Fragiacomo. Al centro della serata gli interventi dei consiglieri regionali Enrico Bullian, di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, e Diego Moretti del Pd, con due piani di discussione intrecciati: da una parte le proposte da portare in Consiglio regionale, dall’altra le criticità che oggi emergono nel territorio isontino.
Il dato sugli alloggi pubblici che pesa sul territorio
Tra i numeri richiamati durante il confronto, uno in particolare fotografa la difficoltà del comparto abitativo: gli alloggi Ater non assegnati sarebbero oltre mille su 4.600. In termini concreti significa che più di un appartamento su cinque resta fuori dal circuito dell’utilizzo, in un’area dove la domanda di residenza pubblica continua a essere rilevante.
Moretti ha sottolineato anche il peggioramento registrato negli ultimi anni, ricordando che nel 2020 gli appartamenti non locati erano poco più di 700. Ha inoltre indicato tempi molto lunghi per il riatto straordinario e per la riassegnazione degli immobili da parte di Ater Gorizia, superiori ai quattro anni e mezzo, citando anche un solo intervento di social housing realizzato nell’intera provincia.
Il quadro, emerso a Staranzano, riporta al centro una questione che nel Monfalconese tocca direttamente molte famiglie: non solo la disponibilità formale degli alloggi, ma la loro effettiva rimessa in uso in tempi compatibili con i bisogni del territorio.
Le proposte portate al confronto pubblico
Bullian ha presentato una proposta di legge pensata per il rilancio sociale dell’area monfalconese, spiegando che l’incontro è servito anche a raccogliere osservazioni utili in vista dei prossimi passaggi della legislatura regionale. L’impianto illustrato si sviluppa su tre direttrici di finanziamento.
La prima riguarda l’edilizia scolastica, con attenzione ai posti per asili nido e scuole dell’infanzia. La seconda guarda agli impianti sportivi, con il riferimento al campo da cricket. La terza si concentra sull’edilizia residenziale pubblica, in un contesto che viene indicato come ad alta tensione abitativa.
Nel corso della serata si è parlato anche di libertà di culto e dialogo interreligioso. In questo ambito è stata richiamata l’ipotesi di un sostegno regionale per adeguare la pianificazione urbanistica e individuare aree dedicate. Tra i possibili destinatari di futuri interventi sono state citate inoltre associazioni attive nella donazione di sangue e organi, nella mobilità sostenibile e nella diffusione della lingua italiana e della cultura.
Disabilità, famiglie e passaggio da Cisi ad Asugi
Un altro passaggio importante del dibattito ha riguardato l’applicazione della normativa regionale sulla disabilità nella fase di trasferimento di competenze dal Cisi ad Asugi. Secondo quanto riferito da Moretti sulla base delle segnalazioni raccolte, dal 2025 le famiglie dell’Isontino avrebbero perso una parte delle attività socio-educative e ludiche collegate ai centri diurni.
Tra i servizi richiamati durante l’incontro figurano uscite in piscina, attività sportive integrative, laboratori teatrali e mercatini. Per molte famiglie del territorio si tratta di attività che non hanno solo una funzione ricreativa, ma rappresentano un tassello del percorso educativo e relazionale delle persone coinvolte.
Quasi 3 milioni per gli immobili del Cisi
Nella discussione è rientrato anche il destino degli immobili di proprietà del Cisi. Moretti ha ricordato che durante il confronto sulla legge di Stabilità 2026 l’opposizione aveva contestato l’ipotesi iniziale di un trasferimento a titolo gratuito.
Ora, in vista della legge di Assestamento prevista a luglio in Consiglio regionale, la Giunta ha inserito uno stanziamento vicino ai 3 milioni di euro. Un passaggio che, secondo quanto emerso a Staranzano, sarà seguito con attenzione nelle prossime settimane insieme agli altri dossier aperti su welfare, casa e servizi di prossimità.
La serata staranzanese ha così restituito un’immagine chiara delle priorità avvertite nel Monfalconese: più alloggi realmente disponibili, servizi sociali stabili e investimenti capaci di dare risposte concrete a un territorio che chiede continuità e tempi certi.