Sicurezza sulle strade, in Friuli Venezia Giulia arriva una mozione contro il testo del nuovo Codice

Giulia Massolino porta in Consiglio regionale le osservazioni di Rime: chiesta una revisione del provvedimento e più spazio alle scelte di Comuni e Regione.

05 novembre 2026 15:00
Sicurezza sulle strade, in Friuli Venezia Giulia arriva una mozione contro il testo del nuovo Codice -
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Il confronto sul nuovo Codice della strada entra anche nel dibattito politico del Friuli Venezia Giulia. In Consiglio regionale è stata infatti depositata una mozione con cui si chiede di fermare l'attuale percorso della riforma e di riaprire il dialogo sul testo, giudicato insufficiente sul fronte della sicurezza e troppo penalizzante per le autonomie locali.

A presentarla è Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, che rilancia le osservazioni formulate da Rete italiana mobilità equa, sigla che riunisce 42 organizzazioni impegnate sui temi della sicurezza stradale, della tutela delle vittime, della mobilità attiva e del trasporto pubblico.

Il nodo politico approda in Regione

La questione nasce dallo schema di riforma approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e ora all'esame delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. Secondo quanto riferito dalla consigliera, il testo non affronta in modo adeguato alcuni punti considerati decisivi, a partire dalla velocità, dall'efficacia dei controlli e dalla protezione degli utenti più esposti sulle strade.

Massolino spiega di aver scelto di tradurre quelle richieste in un atto consiliare, inserendo il tema nel confronto istituzionale regionale. L'obiettivo dichiarato è spingere la Regione a intervenire nelle sedi di confronto con il Governo, a cominciare dalla Conferenza delle Regioni e dalla conferenza unificata.

Le critiche al progetto di riforma

Nel mirino c'è anche il possibile ridimensionamento del ruolo di Comuni e Regione nelle politiche per la sicurezza stradale. La mozione segnala infatti il rischio di un maggiore accentramento di competenze verso ministeri e prefetture, con margini più stretti per le amministrazioni locali su strumenti come Zone 30, Ztl, aree pedonali e sistemi di controllo.

Per la consigliera, si tratta di un passaggio delicato anche per il territorio del Friuli Venezia Giulia, dove le scelte sulla mobilità urbana e sulla prevenzione degli incidenti hanno ricadute dirette sulla vita quotidiana dei centri abitati. Il punto politico, nella sua lettura, è che una riforma di questa portata non dovrebbe limitare la capacità di intervento locale proprio su misure che riguardano la sicurezza delle persone.

Cosa chiede la mozione

Nel documento viene chiesto alla Regione di sostenere un parere contrario alla proposta attuale e di sollecitare Governo e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a sospendere l'iter in corso. La richiesta è quella di aprire un confronto più ampio con Parlamento, enti territoriali e associazioni, così da arrivare a una riscrittura condivisa del nuovo Codice.

Massolino richiama anche il tema delle risorse, sostenendo la necessità di rafforzare il Fondo nazionale trasporti per i servizi di trasporto pubblico locale e di rifinanziare capitoli oggi privi di stanziamento, come quelli destinati alle infrastrutture per il trasporto rapido di massa, al Piano nazionale della sicurezza stradale e al Piano generale della mobilità ciclistica.

Il tema, quindi, non riguarda soltanto le norme e i divieti, ma anche gli investimenti necessari per rendere più sicuri gli spostamenti. La mozione porta questo confronto dentro l'aula regionale, con l'intento di far pesare anche la posizione del Friuli Venezia Giulia su una riforma che continua a dividere amministratori, associazioni e rappresentanti istituzionali.

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