Scuole, a Pordenone entra in funzione l’edificio jolly di via Interna: ospiterà più di 800 ragazzi

La struttura accanto al liceo Grigoletti può accogliere oltre 800 studenti e servirà a garantire la continuità didattica durante i lavori.io. Investimento complessivo da 12 milioni.

09 settembre 2026 12:39
Scuole, a Pordenone entra in funzione l’edificio jolly di via Interna: ospiterà più di 800 ragazzi -
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Nel piano dei prossimi interventi sulle scuole superiori del Pordenonese, il tassello già pronto è quello di via Interna. A Pordenone è stata presentata la nuova struttura destinata ad accogliere studenti e classi durante i cantieri che interesseranno altri edifici scolastici, con una capienza che supera gli 800 ragazzi.

L’opera, realizzata accanto al liceo Grigoletti, vale 12 milioni di euro ed è stata pensata come sede di appoggio per mantenere regolare l’attività didattica mentre proseguiranno lavori di adeguamento e riqualificazione in altri istituti della città e dell’area provinciale.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, anche a nome del presidente Massimiliano Fedriga, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso con l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano, i rappresentanti dell’Edr di Pordenone, i dirigenti scolastici e il vescovo di Concordia-Pordenone Giuseppe Pellegrini.

Pordenone, inaugurata la nuova scuola di via Interna: 12 milioni per 800 studenti

Il primo utilizzo dal prossimo anno scolastico

L’edificio sarà impiegato già nell’anno scolastico 2026-2027. In questa prima fase ospiterà la sede staccata del liceo Leopardi Majorana di Borgo Sant’Antonio, con le 28 classi del primo biennio, e anche cinque classi dell’Iis Federico Flora che oggi fanno riferimento agli spazi di via Poffabro.

Questo passaggio consentirà anche di accompagnare il superamento graduale della sede di Borgo Sant’Antonio, con un beneficio economico indicato in circa 400 mila euro l’anno per la Regione sul fronte delle locazioni.

Un edificio pensato per accompagnare i cantieri

La funzione della nuova scuola non è quella di una sede definitiva per un singolo istituto, ma di spazio flessibile capace di assorbire gli spostamenti temporanei delle classi. È questo l’elemento che la Regione considera strategico per far partire gli interventi sull’edilizia scolastica senza fermare le lezioni.

All’interno trovano posto 33 aule e 9 ambienti tra laboratori e aule speciali. La progettazione ha puntato su comfort, consumi contenuti e qualità degli spazi, con un’impostazione pensata per adattarsi a esigenze diverse nel tempo.

Secondo quanto illustrato durante l’inaugurazione, la realizzazione è stata seguita dagli uffici e dalle professionalità dell’Edr di Pordenone, utilizzando fondi statali, risorse regionali e finanziamenti propri dell’Ente di decentramento regionale.

Il richiamo alla sicurezza e il ricordo di Andrea Tegon

Nel corso dell’incontro pubblico, Amirante ha definito l’apertura un passaggio atteso da anni, collegandolo anche al tema della sicurezza degli edifici scolastici, richiamato nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.

La cerimonia ha avuto anche un momento dedicato all’ingegner Andrea Tegon, funzionario dell’Edr coinvolto nella progettazione e nella realizzazione dell’opera. Il suo contributo, professionale e umano, è stato ricordato pubblicamente, anche perché non ha potuto vedere concluso il lavoro essendo scomparso alla fine del 2025.

All’interno della scuola sarà collocata una targa in sua memoria, a legare in modo permanente il suo nome a un edificio destinato a diventare un punto di riferimento per la riorganizzazione degli spazi scolastici del territorio.

Gli interventi attesi nel Pordenonese

La struttura di via Interna si inserisce infatti in un programma più ampio che riguarda l’edilizia scolastica della zona. Tra le opere richiamate dalla Regione figurano il nuovo liceo artistico Galvani di Cordenons, la futura sede dell’Isis Zanussi di Pordenone in via Poffabro e la nuova sede unica del liceo Leopardi Majorana prevista nel futuro polo degli studi in centro città.

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Per il Friuli occidentale, l’apertura della scuola jolly rappresenta quindi uno snodo operativo oltre che edilizio: mette a disposizione spazi immediatamente utilizzabili e crea le condizioni per affrontare i prossimi cantieri con una continuità organizzativa che finora era uno dei nodi più delicati.

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