Sappada, il festival delle idee chiude con quasi 1.200 ingressi: pubblico forte tra libri, dialoghi e territorio
Bilancio positivo per la settima edizione di “Parole in vetta” a Sappada: tre giorni di incontri, firme, cinema accessibile e sapori locali.
A Sappada il bilancio finale parla di una risposta molto ampia del pubblico: sfiorate le 1.200 presenze complessive per la settima edizione di “Parole in vetta, musica in quota e sapori a valle”, la rassegna che dal 6 all’8 agosto ha animato piazzetta Hoffe con incontri d’autore, riflessioni e momenti dedicati alle eccellenze del territorio.
Per il paese dolomitico friulano si tratta di un risultato significativo, costruito attorno a un programma che ha saputo attirare residenti, lettori e visitatori anche da fuori regione. La manifestazione, ideata e guidata dalla giornalista Monica Bertarelli, ha ruotato quest’anno attorno al tema “Radici che camminano. Confini che uniscono. Culture che crescono”.
Un’edizione che ha messo al centro il confronto
Il filo conduttore scelto per il 2026 è emerso in modo netto nei tre appuntamenti principali, ciascuno con un taglio diverso. L’idea di confine, infatti, è stata affrontata attraverso sensibilità lontane tra loro, ma capaci di stare nello stesso spazio di dialogo senza sovrapporsi.
È questo uno degli elementi che più hanno caratterizzato la rassegna di Sappada: non soltanto la presenza di nomi molto noti, ma la capacità di offrire al pubblico prospettive differenti su identità, libertà, comunità e memoria.
Cruciani richiama il pubblico nell’incontro finale
L’appuntamento che ha registrato la partecipazione più consistente è stato quello conclusivo con Giuseppe Cruciani, per la prima volta ospite a Sappada. Nel confronto con Monica Bertarelli, il giornalista e conduttore de “La Zanzara” ha ragionato sul confine come riferimento necessario per la convivenza civile e per la definizione dell’identità.
Nel corso della serata ha inoltre insistito sul valore della libertà di espressione in una società democratica, indicando nel dibattito tra posizioni diverse uno degli strumenti essenziali per una comunità aperta. Il pubblico ha seguito con attenzione, accompagnando più passaggi con applausi.
Mauro e Marianna Corona, montagna e fragilità umana
Tra i momenti più sentiti della manifestazione anche l’incontro con Mauro Corona e Marianna Corona. Lo scrittore ha proposto una riflessione sul limite inteso come costruzione spesso imposta dall’uomo, contrapponendo a questa idea il richiamo alla libertà, all’essenzialità e alla consapevolezza della precarietà della vita.
Marianna Corona ha invece presentato il volume “Rifugi per un tempo sospeso”, raccontando la montagna come spazio di ascolto e di riequilibrio. Il suo intervento ha toccato in particolare il rapporto con l’ambiente e la necessità di viverlo con rispetto e coscienza. Per entrambi, a Sappada, l’accoglienza è stata molto calorosa.
La Carnia nei racconti di Raffaella Cargnelutti
Molto seguita anche la serata con Raffaella Cargnelutti, che ha scelto proprio il festival sappadino per l’anteprima nazionale del nuovo romanzo “La moglie del Cramar. Il ritratto di Maria”. L’autrice ha riportato al centro storie femminili e vicende legate ai passaggi di confine che hanno segnato la storia carnica.
Un incontro che ha parlato direttamente anche al pubblico friulano, sensibile a temi che riguardano memoria, identità e territori di margine. La partecipazione di lettori locali e turisti ha confermato l’interesse attorno al suo lavoro.
Non solo libri: cinema accessibile e degustazioni
Accanto agli incontri con gli autori, il programma ha incluso anche il ritorno di INCinema Outside, il Festival del Cinema Accessibile ideato da Federico Spoletti. Il maltempo ha costretto all’annullamento di una delle due serate previste, ma la prima proiezione ha comunque ottenuto un riscontro positivo, con cortometraggi dedicati al tema del confine nelle sue molte declinazioni.
Buon apprezzamento pure per le degustazioni gratuite organizzate prima degli appuntamenti: Montasio DOP, gelato biologico della Latteria Slutn Hof e Gubana della Nonna hanno aggiunto una componente fortemente locale all’esperienza della rassegna. Un aspetto che, in un contesto come quello di Sappada, rafforza il legame tra proposta culturale e valorizzazione del territorio.
Lunghe file si sono formate inoltre ai firmacopie di tutti gli ospiti, che hanno dedicato tempo ai lettori trasformando la parte finale degli incontri in occasioni di scambio diretto.
A introdurre le serate sono state Giorgia e Francesca Orlando, mentre l’accoglienza degli ospiti, il coordinamento delle degustazioni e la gestione degli spazi sono stati seguiti da Chiara Orlando.
“Questa edizione mi rende particolarmente felice perché il tema che avevamo scelto è emerso con grande forza proprio grazie alle differenze di pensiero dei nostri ospiti”, ha commentato Monica Bertarelli. La direttrice artistica del festival ha sottolineato come letture anche molto diverse del concetto di confine abbiano mostrato che il confronto, se rispettoso, può diventare un valore per tutta la comunità.
La settima edizione della manifestazione è stata realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Sappada e del Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, con il contributo di CiviBank, Distillerie Nonino, Consorzio Tutela Formaggio Montasio DOP, Despar, Digas, Borgo al Sole, Latteria biologica Slutn Hof e Gubana della Nonna. Un risultato che conferma il peso crescente di questa rassegna nel calendario estivo del territorio friulano di montagna.