Sanità regionale, stop alla proposta M5S su visite ed esami nel fine settimana
La consigliera Rosaria Capozzi torna sul nodo delle attese in Friuli Venezia Giulia: respinto l’emendamento per ampliare giorni e orari delle prestazioni.
Il confronto sulle liste d’attesa in Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito politico dopo il no a una proposta del Movimento 5 Stelle che puntava ad allargare l’offerta di visite specialistiche ed esami diagnostici anche al sabato e alla domenica.
A rilanciare il tema è la consigliera regionale Rosaria Capozzi, che collega il problema non soltanto alle risorse disponibili, ma soprattutto alla capacità del sistema sanitario pubblico di dare risposte rapide ai cittadini. Secondo l’esponente pentastellata, il punto decisivo resta l’accesso tempestivo alle cure.
Nel mirino ci sono i tempi ancora lunghi per molte prestazioni, una questione che continua a pesare su famiglie e pazienti in diverse aree della regione. Capozzi sostiene che, senza un incremento concreto della disponibilità di appuntamenti, i finanziamenti da soli non bastano a risolvere il problema.
La proposta respinta in Consiglio regionale
L’iniziativa del M5S era stata presentata come emendamento al disegno di legge 95 sull’Assestamento bis. L’obiettivo dichiarato era aumentare gli spazi di prenotazione e alleggerire le code, rendendo possibili prestazioni sanitarie anche nel weekend e con orari più estesi.
La proposta non è passata. Per Capozzi si trattava di una misura praticabile, pensata per rendere più ampia l’offerta del Servizio sanitario regionale e accorciare i tempi per chi attende una visita o un accertamento diagnostico.
La consigliera sottolinea inoltre che l’emendamento, nella sua impostazione, richiamava strumenti già previsti a livello nazionale e che quindi, a suo giudizio, potevano essere applicati anche in Friuli Venezia Giulia senza introdurre elementi del tutto nuovi.
Il nodo delle professionalità nel servizio pubblico
Nel ragionamento portato avanti da Capozzi c’è anche il tema dell’impiego del personale sanitario. La priorità, secondo la consigliera, dovrebbe essere quella di rafforzare il lavoro dei professionisti del Ssr dentro le strutture pubbliche regionali, così da incidere direttamente sull’abbattimento delle attese.
Da qui il riferimento alla convenzione tra Asufc e Udinese Calcio, citata come esempio nel dibattito politico. Per l’esponente del Movimento 5 Stelle, prima di destinare competenze sanitarie fuori dal perimetro ordinario del servizio pubblico, andrebbe valutato come utilizzare al meglio quelle stesse professionalità per ampliare le prestazioni rivolte ai cittadini.
Un tema che resta aperto in Friuli Venezia Giulia
La presa di posizione di Capozzi riporta l’attenzione su una delle questioni più sensibili per la sanità regionale: la difficoltà, segnalata da molti utenti, nel trovare in tempi brevi esami e visite specialistiche necessari.
Il confronto politico resta quindi aperto su come intervenire in modo efficace: aumentare i giorni di attività, estendere le fasce orarie e usare in modo più mirato le professionalità interne sono, per il M5S, leve da attivare per rafforzare la risposta del sistema pubblico in Friuli Venezia Giulia.