Sanità in Fvg, il Pd incalza la Regione: «I nuovi fondi abbiano effetti misurabili»
Nel confronto sull’assestamento 2026 i consiglieri dem chiedono criteri chiari, servizi omogenei sul territorio e risultati verificabili già dal 2027.
Non basta aumentare gli stanziamenti se poi, per chi aspetta una visita o cerca assistenza vicino a casa, il servizio non cambia davvero. È da questo punto che il Partito democratico ha impostato il proprio intervento in III Commissione regionale durante l’esame del ddl 95 sull’assestamento 2026, riportando al centro il tema della sanità in Friuli Venezia Giulia.
Per i consiglieri Manuela Celotti, Francesco Martines e Nicola Conficoni, il passaggio decisivo riguarda il legame tra risorse e risultati concreti. In altre parole, i fondi previsti devono tradursi in obiettivi leggibili, controllabili e utili a ridurre le criticità che i cittadini incontrano ogni giorno nei diversi territori della regione.
Il punto politico: risorse sì, ma con effetti verificabili
La posizione espressa dal Pd è netta: il dato economico, da solo, non può essere considerato sufficiente. Le questioni richiamate in Commissione sono quelle che da mesi accompagnano il dibattito sulla sanità regionale, a partire dai tempi di attesa, dalla difficoltà nel reperire personale e dalla necessità di garantire standard comparabili da un’area all’altra del Friuli Venezia Giulia.
Nel mirino c’è soprattutto il rischio che l’incremento delle somme disponibili non produca un miglioramento percepibile nei servizi. Per questo i dem chiedono che la programmazione sanitaria venga accompagnata da indicatori precisi, così da capire se le scelte finanziarie porteranno davvero benefici per utenti e operatori.
Uniformità delle cure e attenzione ai servizi esternalizzati
Manuela Celotti ha richiamato il tema della qualità delle prestazioni e della loro omogeneità sul territorio regionale. Secondo la consigliera, quando vengono stanziate nuove risorse serve anche la garanzia che sicurezza, controlli e livelli di assistenza restino coerenti, compresi i casi in cui alcuni servizi siano affidati all’esterno.
Tra gli esempi citati c’è quello dello screening mammografico. L’osservazione riguarda la necessità di mantenere le stesse tutele previste nel sistema pubblico, inclusa la verifica degli esami da parte di più professionisti.
Celotti ha poi riportato l’attenzione sulla fibromialgia, chiedendo che i fondi già disponibili trovino applicazione in tutte le aziende sanitarie della regione. L’obiettivo indicato è evitare differenze tra territori e assicurare alle persone assistite uguali possibilità di accesso e presa in carico.
Trasparenza nei conti e programmazione più leggibile
Sul versante economico, Francesco Martines ha posto l’accento sul significato dell’anticipo delle risorse per la sanità. La scelta può essere utile, ha osservato, se serve a dare continuità alla pianificazione e a mettere il sistema nelle condizioni di lavorare con maggiore certezza.
Allo stesso tempo, secondo il consigliere, l’autonomia finanziaria della Regione richiede passaggi chiari nella lettura dei numeri, soprattutto quando si parla di importi rilevanti e di scostamenti consistenti tra un esercizio e l’altro.
Da qui la richiesta di criteri più trasparenti nella ripartizione delle somme tra spesa corrente e investimenti, in modo da comprendere con precisione quale parte delle risorse serva a sostenere l’organizzazione ordinaria e quale invece sia destinata a rafforzare la capacità futura del sistema sanitario regionale.
Liste d’attesa, infermieri e obiettivi da chiarire per il 2027
Nicola Conficoni ha richiamato poi l’aumento di 86,7 milioni della parte corrente, pari al 2,56%, invitando però a leggere quel dato alla luce dei bisogni reali del comparto e dell’impatto dell’inflazione, che ne riduce il peso effettivo.
Per il consigliere, il nodo resta sempre lo stesso: trasformare i finanziamenti in servizi funzionanti. Le priorità indicate riguardano ancora le liste d’attesa, la tenuta degli organici e la difficoltà di reclutare infermieri, tema che continua a pesare sull’equilibrio delle strutture sanitarie regionali.
Se la Giunta intende anticipare già le risorse riferite al 2027, sostiene il Pd, deve anche spiegare quali risultati si propone di raggiungere con quello sforzo economico. La richiesta emersa in Commissione, in sostanza, punta a misurare l’efficacia delle scelte non solo sui bilanci ma sulla qualità concreta dell’assistenza offerta ai cittadini del Friuli Venezia Giulia.