Sanità a Trieste, il M5S riapre il dossier Asugi: focus su ticket mensa, retribuzioni e carenza di personale
Rosaria Capozzi ed Enrico Sossi intervengono dopo la conferenza stampa di Fp Cgil e Fials: chiesto un intervento su organici e trattamenti.’iniziativa di Fp Cgil e Fials, Rosaria Capozzi ed Enrico Sossi chiedono risposte su trattamenti economici e tenuta
Nel dibattito sulla sanità pubblica triestina torna al centro la situazione del personale Asugi. A rilanciare il tema sono Rosaria Capozzi, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ed Enrico Sossi, referente del gruppo territoriale M5S di Trieste, intervenuti dopo la conferenza stampa promossa da Fp Cgil e Fials.
La presa di posizione riguarda tre punti considerati prioritari: livelli retributivi ritenuti insufficienti, valore dei buoni pasto ancora distante da quello riconosciuto in altre aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia e scopertura degli organici. Per gli esponenti pentastellati, si tratta di questioni che non possono più restare sullo sfondo.
Il confronto sui trattamenti economici
Secondo Capozzi e Sossi, chi opera ogni giorno nei servizi sanitari si trova a sostenere carichi rilevanti senza un riconoscimento economico giudicato adeguato. Il tema, spiegano, non riguarda soltanto il salario, ma anche gli strumenti collegati al lavoro quotidiano, come i ticket mensa.
Proprio sui buoni pasto, Capozzi ha richiamato un passaggio politico già avvenuto nei mesi scorsi: durante la sessione di bilancio regionale di dicembre era stato approvato un ordine del giorno presentato dal M5S con l’obiettivo di colmare la differenza esistente per il personale Asugi. Un impegno che, secondo la consigliera, non ha ancora prodotto effetti concreti.
Il nodo aperto dei buoni pasto
La richiesta avanzata è quella di allineare il valore dei ticket mensa a quello previsto nelle altre realtà sanitarie della regione. Per il Movimento 5 Stelle, mantenere questa disparità significa lasciare irrisolto un elemento che incide in modo diretto sulle condizioni complessive dei dipendenti.
Il riferimento non è solo formale. Nella lettura proposta dagli esponenti triestini del M5S, il mancato adeguamento rappresenta il segnale di una difficoltà più ampia nel dare risposte omogenee a chi lavora nel sistema sanitario pubblico del territorio.
Organici sotto pressione e tenuta dei servizi
Accanto alla questione economica, il Movimento richiama il problema del personale insufficiente. La carenza di addetti, sostengono Capozzi e Sossi, aumenta la pressione interna alle strutture e rende più complessa l’organizzazione dell’attività assistenziale.
Il ragionamento si allarga così alla qualità dei servizi. Se il sistema continua a reggere, osservano, è soprattutto per il contributo quotidiano di lavoratrici e lavoratori, ma non si può pensare di mantenere l’equilibrio facendo affidamento soltanto sulla loro disponibilità e sul loro senso di responsabilità.
Nel quadro della sanità giuliano-isontina, il caso Asugi torna quindi a essere letto come un banco di prova più generale: da una parte il riconoscimento delle professionalità, dall’altra la capacità di Regione e azienda di intervenire prima che le criticità diventino ancora più pesanti.
La sollecitazione a Regione e azienda sanitaria
La richiesta politica è rivolta sia all’amministrazione regionale sia alla dirigenza dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina. Per il M5S, serve un confronto effettivo con i dipendenti e con le organizzazioni sindacali, a partire dai temi indicati come più urgenti.
In sintesi, la linea espressa dopo l’iniziativa di Fp Cgil e Fials è chiara: intervenire su stipendi, ticket mensa e organici viene considerato un passaggio necessario non solo per migliorare il lavoro dentro Asugi, ma anche per difendere la tenuta dei servizi sanitari nell’area triestina.