Ronchis, dopo la morte nel Tagliamento parte l’aiuto alla famiglia di Agshin Azizov
Oikos Ets ha attivato un percorso di sostegno con Prefettura, servizi sociali e sanità per la moglie e i tre figli del 38enne morto nel fiume.
Per la moglie e i tre figli di Agshin Azizov si è aperta, oltre al lutto, una fase delicatissima che richiederà accompagnamento concreto e supporto psicologico. Dopo la tragedia avvenuta nel Tagliamento, a Ronchis, la rete che segue il nucleo familiare si è già messa in moto.
L’intervento è stato comunicato da Oikos Ets, l’ente che accoglieva la famiglia in una struttura di Campolongo al Torre. La notizia è stata riferita da Ansa. L’obiettivo, in queste ore, è non lasciare soli la donna e i bambini dopo la morte del padre, 38 anni, deceduto sabato mentre tentava di soccorrere i figli nel fiume.
Il supporto attivato dopo il dramma
Secondo quanto reso noto, il percorso è stato avviato insieme alla Prefettura di Udine, ai servizi sociali e all’Azienda sanitaria. Si tratta di un affiancamento pensato per affrontare sia gli aspetti emotivi della perdita sia quelli assistenziali più immediati.
Due dei tre figli erano stati coinvolti direttamente nell’episodio avvenuto nel Tagliamento e sono riusciti a salvarsi. Il terzo bambino, invece, non era in acqua in quel momento. Tutti ora sono seguiti dagli operatori che avevano già in carico la famiglia nel loro percorso di accoglienza.
Chi era Agshin Azizov
Azizov, di origine azera, viveva in Friuli Venezia Giulia con la moglie e i figli e stava costruendo qui una nuova prospettiva di vita. Era richiedente protezione internazionale e, secondo quanto riferito da Oikos, lavorava come operaio meccanico a Tarvisio.
Il vicepresidente dell’ente, Ruben Cadau, ha ricordato una famiglia orientata all’inclusione e determinata a raggiungere un’autonomia stabile in Italia. Un quadro che restituisce il profilo di un padre inserito in un cammino di lavoro e integrazione, interrotto bruscamente dal dramma di sabato.
Il percorso di accoglienza in Friuli
La famiglia era arrivata in Italia attraverso la rotta balcanica. Dopo il ricongiungimento, aveva iniziato il proprio cammino dal Centro di accoglienza straordinaria di Pontebba, per poi proseguire a Campolongo al Torre, sempre in provincia di Udine.
È in questo contesto che si era consolidata la presa in carico da parte di Oikos Ets, oggi diventata ancora più importante. La fase attuale non riguarda solo l’assistenza pratica, ma anche la necessità di aiutare i familiari ad affrontare una perdita improvvisa e traumatica.
Una vicenda che ha colpito il territorio
La morte del 38enne ha lasciato un segno profondo anche nel Friuli. Azizov si era gettato in acqua quando i figli si erano trovati in difficoltà, riuscendo a permettere il loro salvataggio ma senza riuscire a mettersi in salvo a sua volta.
Resta così una storia che unisce dolore familiare e forte impatto umano per la comunità locale. In queste ore, accanto al ricordo del gesto compiuto dal padre, prende forma soprattutto la necessità di garantire continuità di sostegno a chi è rimasto.
Fact Check
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Verificato il: 13 luglio 2026