Riforma urbanistica regionale, Pat-Civ rilancia: «Servono correzioni vere sul ddl 90»

In Consiglio regionale il gruppo insiste su consumo di suolo, ruolo dei Comuni, tutele ambientali e strumenti applicabili nella pianificazione.

30 settembre 2026 18:28
Riforma urbanistica regionale, Pat-Civ rilancia: «Servono correzioni vere sul ddl 90» -
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Il passaggio del ddl 90 in Consiglio regionale riporta al centro un tema che tocca da vicino anche il Friuli: come cambieranno regole, competenze e margini di intervento nella gestione del territorio. Su questo terreno il gruppo Patto per l'Autonomia-Civica Fvg chiede di non limitarsi a un confronto formale, ma di discutere nel merito le modifiche presentate.

La posizione del gruppo arriva nella fase più delicata dell'iter della riforma sul governo del territorio, dopo l'esame in Commissione e con il testo approdato in Aula. Per Pat-Civ, la questione non riguarda soltanto gli obiettivi indicati dalla legge, ma soprattutto la tenuta concreta delle norme: procedure comprensibili, competenze ben definite e risultati misurabili.

Le richieste portate in Aula

Tra i punti su cui il gruppo consiliare punta a intervenire ci sono diversi nodi considerati centrali per amministratori e comunità locali: il rapporto tra Regione e livelli istituzionali intermedi, la salvaguardia dell'autonomia comunale, il contenimento effettivo del consumo di suolo, la protezione delle aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico, oltre alla partecipazione dei territori alle scelte.

Nel pacchetto di osservazioni rientrano anche la resilienza climatica, la dimensione transfrontaliera e la necessità di avere strumenti urbanistici che possano essere usati davvero dagli enti locali, senza lasciare tutto sul piano dei principi.

A illustrare questa linea è Marco Putto, relatore in Aula per Pat-Civ. Il consigliere richiama gli emendamenti depositati e insiste su un punto in particolare: il non consumo di suolo, secondo il gruppo, dovrebbe diventare un parametro concreto nella valutazione delle trasformazioni del territorio e non restare una dichiarazione di intenti.

Il nodo del rapporto con i Comuni

Un altro aspetto sollevato riguarda il collegamento tra pianificazione intermedia ed enti locali. Per Pat-Civ questo passaggio va reso più funzionale, prevedendo modalità specifiche di recepimento che consentano ai Comuni di operare con riferimenti chiari.

Il tema ha un peso particolare in una regione come il Friuli Venezia Giulia, dove la tenuta del sistema territoriale passa anche dalla capacità dei municipi di applicare norme efficaci senza sovrapposizioni o margini di incertezza. Da qui la richiesta di evitare una legge che lasci irrisolti i passaggi operativi.

Paesaggio, aree fragili e cambio di impostazione

Nel confronto politico sul ddl 90, il gruppo ribadisce inoltre l'esigenza di rafforzare la tutela delle zone più sensibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico. L'obiettivo dichiarato è fare in modo che i principi inseriti nella riforma producano effetti reali nelle scelte di pianificazione.

Pat-Civ, del resto, aveva già espresso rilievi critici nei precedenti passaggi del dibattito sul governo del territorio, indicando alcuni snodi ritenuti decisivi per la tenuta dell'intero impianto normativo.

Su un piano più generale interviene anche il capogruppo Massimo Moretuzzo, che legge la riforma dentro una prospettiva più ampia. Secondo Moretuzzo, va superata l'idea di una crescita senza limiti, aprendo invece a politiche di rinaturalizzazione delle aree compromesse e di tutela del capitale naturale anche nella sua funzione di ripristino degli ecosistemi.

La richiesta finale del gruppo è che il confronto in Aula entri davvero nel merito delle proposte di modifica. Per Pat-Civ, gli emendamenti presentati possono rendere il sistema regionale del governo del territorio più chiaro, più efficace e più coerente con le esigenze di Comuni e cittadini.

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