Riforma del territorio in Fvg, nel ddl 90 torna il nodo Province: focus su acqua, strade e ciclabili

Nel confronto in Consiglio regionale Markus Maurmair rilancia il ruolo dell’ente intermedio e legge le osservazioni dei Comuni come richieste di chiarimento.

01 ottobre 2026 16:02
Riforma del territorio in Fvg, nel ddl 90 torna il nodo Province: focus su acqua, strade e ciclabili -
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Nel confronto sulla nuova architettura del governo del territorio in Friuli Venezia Giulia, uno dei punti che riemerge con più forza è quello del ruolo delle Province. Durante la discussione sul ddl 90 in Consiglio regionale, il consigliere di Fratelli d'Italia Markus Maurmair ha indicato proprio nelle funzioni di area vasta il cardine della riforma.

Il ragionamento politico, nella lettura dell'esponente di maggioranza, è chiaro: affidare a un livello intermedio compiti di regia su questioni che non si fermano ai confini di un singolo Comune. È in questa cornice che Maurmair collega il provvedimento al ritorno delle Province, pensate come sede di coordinamento territoriale.

Le osservazioni arrivate da Codroipo e dal Cal

Nel dibattito sono entrate anche le valutazioni formulate dal Comune di Codroipo e dal Consiglio delle autonomie locali. Su questo passaggio Maurmair ha sostenuto che non si tratterebbe di uno stop politico al disegno di legge, quanto piuttosto della richiesta di precisare meglio alcuni aspetti del testo.

Per gli ulteriori chiarimenti su quel fronte, ha aggiunto, sarà l'assessore a intervenire con riscontri più puntuali. Il ddl 90, intanto, resta al centro del confronto consiliare sulla riforma urbanistica e territoriale regionale.

Perché la maggioranza insiste sull'area vasta

Secondo Maurmair, le competenze inserite nel provvedimento rispecchiano l'impostazione con cui il Centrodestra ha sostenuto la reintroduzione delle Province. L'obiettivo sarebbe quello di rafforzare il peso dei Comuni, ma allo stesso tempo dotare il territorio di un soggetto capace di programmare su scala più ampia.

Tra le funzioni richiamate dal consigliere c'è l'analisi socioeconomica del territorio, da tradurre poi in indirizzi e pianificazione. In questa visione, la Provincia dovrebbe raccogliere bisogni e priorità dell'area e portarli al confronto con la Regione.

Acqua e rischio idraulico tra le priorità indicate

Uno dei temi più evidenziati nel suo intervento riguarda la gestione dell'acqua e la pianificazione legata al rischio alluvionale. Maurmair ha richiamato la necessità di una regia sovracomunale, osservando che i corsi d'acqua attraversano più territori e che interventi disallineati possono trasferire criticità da un'area a quella successiva.

Da qui la richiesta di attribuire a un ente intermedio compiti di pianificazione e coordinamento, pur nel quadro delle competenze regionali. È uno dei passaggi che, nella discussione sul ddl, punta a definire in modo concreto il perimetro operativo delle future Province.

Viabilità, ecologia e mobilità lenta nel perimetro della riforma

Lo stesso schema, nelle parole del consigliere, dovrebbe valere anche per la viabilità. Prima della semplice gestione delle strade, il punto sarebbe costruire una programmazione con priorità riconoscibili e una visione che tenga insieme territori diversi.

Maurmair ha inoltre citato il capitolo dell'ecologia, chiedendo che venga descritto con maggiore precisione all'interno della norma. Un altro ambito toccato è quello della mobilità sostenibile, con particolare riferimento alle piste ciclabili e agli itinerari sempre più utilizzati anche su percorsi di lunga percorrenza.

Proprio su questo aspetto, ha ricordato, dai sindaci sarebbe emersa una domanda pratica: chi dovrà occuparsi della gestione delle nuove infrastrutture ciclabili di livello provinciale. Nella sua impostazione, anche questo settore rientra tra le competenze da assegnare all'ente intermedio.

Il passaggio in Aula e i margini di modifica

Nella valutazione espressa da Maurmair, l'assessore avrebbe già delineato in modo più organico le funzioni da attribuire alle Province, sia per la parte gestionale sia per quella di pianificazione territoriale. Resta comunque aperta la possibilità di intervenire sul testo nei successivi passaggi istituzionali.

Il quadro tracciato dal consigliere si concentra così su alcuni assi principali: acqua, strade, ecologia e mobilità ciclabile. È su questi dossier che, nel percorso del ddl 90, prende forma l'idea di una Provincia chiamata a svolgere un ruolo di raccordo tra Comuni e Regione.

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