Rifiuti del verde, in Regione si apre il caso dei nuovi incentivi: dubbi su soglia e fondi

In IV Commissione le opposizioni contestano il regolamento sugli aiuti agli impianti: 1.000 tonnellate minime e 100mila euro per il 2026 al centro delle critiche.

28 ottobre 2026 17:05
Rifiuti del verde, in Regione si apre il caso dei nuovi incentivi: dubbi su soglia e fondi -
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Il confronto in Regione sugli impianti destinati al trattamento degli scarti della manutenzione del verde si è acceso attorno a due numeri: la soglia minima di capacità fissata a 1.000 tonnellate annue e lo stanziamento previsto di 100mila euro per il 2026. Su questi punti le opposizioni hanno espresso un netto dissenso in IV Commissione.

A intervenire sono stati i consiglieri regionali Diego Moretti, Andrea Carli, Nicola Conficoni e Massimiliano Pozzo del Pd insieme a Marco Putto del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, durante l’esame del regolamento che disciplina i contributi alle imprese intenzionate a realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti derivanti dalla cura del verde. Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dalla legge regionale 19/2025.

Il punto contestato: chi resta dentro e chi rischia di restare fuori

Secondo i consiglieri di minoranza, il criterio scelto potrebbe avere effetti pesanti sulle attività più piccole. Nella loro lettura, l’asticella fissata a 1.000 tonnellate annue finirebbe per favorire strutture di maggiori dimensioni, lasciando ai margini artigiani, giardinieri e microimprese che operano sul territorio.

La critica non riguarda solo il merito tecnico del regolamento, ma anche il quadro politico emerso durante la seduta. Gli stessi esponenti dell’opposizione parlano infatti di posizioni non allineate nella maggioranza di centrodestra, con rilievi arrivati anche dall’interno dello schieramento che sostiene la Giunta.

Le accuse alla maggioranza e il nodo politico

Nella nota diffusa dopo la Commissione, Pd e Patto per l’Autonomia-Civica Fvg sostengono che, durante il confronto, sia emersa una distanza tra Lega e Fratelli d’Italia proprio sull’impianto del regolamento. Da una parte, riferiscono, sarebbero stati evidenziati i rischi per le realtà economiche minori; dall’altra, l’assessore Scoccimarro avrebbe comunque portato avanti il testo senza rinviare il passaggio per ulteriori modifiche.

Per le opposizioni, il punto di fondo è capire quale linea la Regione intenda seguire in Friuli Venezia Giulia: concentrare le risorse su pochi impianti di maggiore portata oppure sostenere una rete più diffusa di strutture di dimensioni ridotte, più vicine alle esigenze del tessuto produttivo locale.

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Risorse giudicate insufficienti per il 2026

Un altro fronte di contestazione riguarda la dotazione economica. I 100mila euro messi a bilancio per il 2026 vengono considerati troppo pochi rispetto al numero potenziale di richieste e alla situazione del comparto, che secondo i consiglieri è già oggi fortemente impegnato nella capacità di trattamento.

Nella loro valutazione, il settore gestisce già 35mila tonnellate di rifiuti verdi provenienti da fuori regione, un dato che renderebbe ancora più delicata la definizione dei criteri per l’accesso agli incentivi. Con una disponibilità finanziaria così limitata, aggiungono, le domande ammissibili rischierebbero di essere molto poche.

Il dissenso si è tradotto nel voto contrario espresso in IV Commissione sul parere relativo alla delibera. La discussione, però, lascia aperta una questione che riguarda da vicino anche il Friuli: come organizzare il trattamento degli scarti del verde senza penalizzare le imprese più piccole e con risorse ritenute adeguate alla realtà del territorio.

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