Vini del Friuli Venezia Giulia, a Londra il mercato britannico resta centrale: export vicino a 250 milioni

Alla London Wine Fair la Regione torna con otto cantine selezionate e punta a rafforzare i rapporti commerciali nel Regno Unito.

19 maggio 2026 02:01
Vini del Friuli Venezia Giulia, a Londra il mercato britannico resta centrale: export vicino a 250 milioni -
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Il Regno Unito continua a pesare in modo decisivo per il vino del Friuli Venezia Giulia. È da questo dato che parte la presenza regionale alla London Wine Fair, dove il comparto si presenta come uno dei biglietti da visita più forti dell’economia agroalimentare del territorio.

A Londra, nel Padiglione Italia, sono arrivate otto aziende friulane scelte attraverso i bandi regionali e riunite sotto il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Con loro anche il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, impegnati a seguire da vicino una vetrina considerata decisiva per i rapporti con buyer, importatori e distributori britannici.

Un mercato che continua a crescere

I numeri richiamati dalla Regione spiegano perché Londra sia tornata al centro della strategia. Nel mercato britannico le vendite all’estero dei vini regionali segnano un aumento dell’8,8% e arrivano a sfiorare quota 250 milioni di euro.

Per Fedriga, questa è la base da cui consolidare una presenza commerciale più ampia. La partecipazione delle imprese del territorio alla fiera inglese viene letta infatti come un’occasione concreta per allargare gli sbocchi di un settore che per il Friuli Venezia Giulia ha un peso economico e identitario rilevante.

Il ritorno del Friuli Venezia Giulia alla fiera di Londra

La presenza regionale alla London Wine Fair segna anche un rientro significativo: come ha sottolineato Zannier, il Friuli Venezia Giulia torna a questo appuntamento dopo quasi quindici anni. Un passaggio che la Regione collega alla necessità di rafforzare la visibilità dei produttori in un contesto ritenuto storico e strategico, soprattutto per i vini bianchi, segmento nel quale il territorio rivendica una riconoscibilità consolidata.

La manifestazione londinese è considerata uno dei principali appuntamenti professionali del settore nel Regno Unito e richiama oltre undicimila operatori. In fiera, oltre agli incontri diretti, trovano spazio anche sessioni di business organizzate con strumenti digitali di matchmaking, utili a mettere in contatto aziende e potenziali partner commerciali.

Le cantine presenti e il lavoro di Ersa

La delegazione del Friuli Venezia Giulia è composta da Il Roncal, Agricola Francesco Rotolo, Azienda Agricola Scarbolo Sergio, Tenuta Luisa, Tenuta Bosco Albano, Pitars, Villa Vitas e Paradiis Winery. La selezione e il supporto economico alle imprese sono stati curati da Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.

Nel corso della rassegna è stata proposta anche una degustazione guidata rivolta a quaranta operatori del comparto, pensata per presentare il profilo del territorio attraverso otto vini portati in fiera dai produttori. Un format che punta a trasformare la promozione in racconto diretto delle caratteristiche regionali.

Non solo export: la promozione passa anche dal territorio

Accanto all’aspetto strettamente commerciale, la missione londinese è stata costruita anche come operazione d’immagine per il Friuli Venezia Giulia. Nell’organizzazione della presenza regionale è coinvolta infatti anche PromoTurismoFVG, chiamata a curare la parte comunicativa e l’accoglienza.

L’idea è quella di legare la vendita di un prodotto d’eccellenza alla promozione più ampia della regione, mettendo insieme vino, paesaggio e offerta turistica. Una linea che, nelle intenzioni dell’amministrazione, deve rendere più forte l’attrattività complessiva del territorio anche all’estero.

Durante la giornata londinese, Fedriga ha avuto inoltre un confronto con l’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Fabio Cassese. Al centro del colloquio, le prospettive economiche e commerciali con la Gran Bretagna, in un quadro nel quale il Made in Italy continua a mantenere un ruolo di primo piano.

Per la Regione, il passaggio alla London Wine Fair si inserisce in un percorso più ampio di posizionamento internazionale, dopo i riscontri arrivati da altre tappe del settore come Wine Paris, Prowein e Vinitaly. Londra, in questa traiettoria, rappresenta una verifica importante per misurare quanto il vino friulano possa continuare a crescere in uno dei mercati esteri più pesanti per il comparto.

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