Riccardi porta il caso in sede civile: chiesti 300mila euro a La Verità e ai giornalisti coinvolti

L’assessore regionale contesta due articoli sulle iniziative per il cinquantenario del sisma in Friuli e annuncia il ricorso al Tribunale di Milano.

06 novembre 2026 14:06
Riccardi porta il caso in sede civile: chiesti 300mila euro a La Verità e ai giornalisti coinvolti -
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La vicenda nata attorno alle celebrazioni per i cinquant’anni del terremoto del Friuli si sposta ora sul terreno giudiziario. L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha promosso una procedura per diffamazione nei confronti del quotidiano La Verità, del direttore Maurizio Belpietro e del giornalista Mario Giordano, indicando in 300mila euro il danno che ritiene di aver subito.

Il nodo riguarda due articoli usciti tra fine agosto e inizio settembre 2026, dedicati a temi molto sensibili in Friuli: il concerto di Andrea Bocelli a Gemona del Friuli per il cinquantenario del sisma e il portale web realizzato nell’ambito delle commemorazioni.

Secondo quanto sostenuto dall’esponente della giunta regionale, quelle pubblicazioni avrebbero fornito un quadro non fedele dei fatti, con conseguenze pesanti sulla sua immagine pubblica e professionale. A seguirlo nella procedura è l’avvocato Maurizio Miculan.

Mediazione già avviata, ma l’intesa appare lontana

Il passaggio formale è stato avviato davanti all’Organismo di Conciliazione dell’Ordine degli Avvocati di Milano. L’incontro è fissato per il 19 novembre 2026, ma la strada verso una chiusura bonaria appare in salita.

Dal fronte dell’assessore è stato infatti reso noto che il giornale e i due giornalisti chiamati in causa avrebbero già fatto sapere di non voler partecipare alla mediazione. Se questa posizione sarà confermata, il confronto si sposterà davanti al Tribunale di Milano con una causa civile.

Il punto più delicato: il concerto di Gemona

Tra gli aspetti contestati c’è il racconto del concerto di Andrea Bocelli, tenuto a Gemona del Friuli il 7 maggio 2026 all’interno del programma per il cinquantenario del terremoto. In particolare, Riccardi respinge l’idea di aver avuto un ruolo personale nella nascita del Comitato dedicato all’anniversario.

La sua ricostruzione è diversa: il Comitato, sostiene, sarebbe nato per effetto di una legge regionale e non per una sua iniziativa individuale. Inoltre, l’incarico relativo all’organizzazione dell’evento, sempre secondo la sua versione, non sarebbe stato seguito dal suo assessorato.

Un altro passaggio tocca il presunto legame familiare evocato negli articoli. Nella nota del legale si afferma che il figlio dell’assessore non sarebbe socio della società organizzatrice e non avrebbe tratto alcun vantaggio economico dalla manifestazione.

Le obiezioni sul sito dedicato alle commemorazioni

La richiesta di risarcimento comprende anche quanto scritto sul sito internet predisposto per ricordare le vittime del sisma. Anche qui Riccardi nega di aver gestito personalmente la procedura indicata negli articoli.

La linea difensiva sostiene che l’iter relativo al portale sarebbe stato seguito dall’Ufficio Stampa e comunicazione della Presidenza della Regione. Per l’assessore, dunque, gli articoli gli avrebbero attribuito responsabilità dirette che non corrisponderebbero al suo effettivo ruolo.

Nel merito, il contrasto riguarda quindi sia la catena decisionale sulle iniziative legate al cinquantenario, sia il modo in cui sono stati rappresentati i costi e l’utilizzo delle risorse pubbliche in una ricorrenza particolarmente sentita in Friuli.

La cifra chiesta e il prossimo passaggio

L’importo indicato dall’assessore è di 300mila euro. La somma viene collegata al danno reputazionale che, a suo giudizio, sarebbe derivato dalla diffusione di una rappresentazione lesiva, incentrata su presunti favoritismi e sprechi.

Va ricordato che si tratta della richiesta avanzata da una delle parti e che, allo stato, non esiste alcuna decisione definitiva di un giudice sul merito della vicenda. Sarà l’eventuale causa civile, se la mediazione non andrà a buon fine, a definire il quadro delle responsabilità e delle difese.

Per il Friuli, dove il cinquantenario del terremoto ha un valore storico e simbolico molto forte, il contenzioso aggiunge ora un nuovo capitolo a una discussione già seguita con attenzione sul piano politico e pubblico.

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